Camminare. Quanti passi facciamo nella vita? Quanti di questi divengono ricordi? Quanti di noi riescono a “rivedere” nella mente una strada, un palazzo, una fontana, un supermercato a distanza di anni in maniera nitida camminando in quelle vie e riescono ancora a “respirare” l’aria di qualche decennio fa, con la nascita dei primi supermercati, o di quando si era bambini o adolescenti? E’ difficile raccontare i colori, le sensazioni, gli amici, l’accaduto quotidiano “passato”. Perchè i ricordi, devono essere “vivi” dentro noi, devono appartenerci. Una parte del vissuto che non si cancella, ma si rivive con la voglia di esserci. Sono tante le domande, situazioni, luoghi, a cui – due cesenati – hanno risposto in maniera egregia, in un libro. Due racconti in un decennio diverso, in una città che cambia struttura, usi, costumi, consuetudini. Ma gli autori hanno un punto in comune: l’amore per Cesena. Il vissuto. Con compagni di scuola, amici, famiglia.

 

Serio Gridella

Questo è il libro scritto da Nerio Gridella e Chiara Dall’Ara, “Quando si andava a piedi”, edito da Il Ponte Vecchio, che verrà presentato il 17 febbraio prossimo, alle 17, nell’aula Magna della Biblioteca malatestiana.

Chiara Dall'Ara

Due persone che raccontano Cesena in periodi diversi: anni sessanta e anni ottanta “E da quel giorno presi a recarmi a scuola a piedi, solo io assieme a compagni di scuola che abitavano vicino a me (ai tempi i bambini erano numerosi come le mosche e non era difficile trovare compagni di istituto o addirittura di classe che abitassero nella tua stessa strada o persino nello stesso palazzo)”, questo uno stralcio del racconto di Nerio Gridella coautore del libro. “La scuola era a meno di 200 metri, il Carducci, frequentato sia per la materna che per le elementari. Era ovvio che ci andassi a piedi, accompagnata dalla mamma.

All’inizio degli anni Ottanta non ricordo che ci fossero dei gran supermercati a Cesena, forse il più grande era la Coop alle Vigne. Noi andavamo alla Smar di Morganti, in Via Gaspare Finali. Io e la mamma, a piedi. Mezzo chilometro di distanza, dieci minuti, il ritorno con le borse pesanti, ma neanche tanto”, questo uno stralcio del racconto di Chiara Dall’Ara. Nel libro c’è anche un velo di nostalgia; Alcune strade, palazzi, strutture non ci sono più. E non ci sono più nemmeno alcune persone. Che però abitano nel cuore di Nerio Gridella e Chiara Dall’Ara. Ricordi e persone che abitano nel cuore di migliaia di noi Cesenati.

Cristina Fiuzzi

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