Gli anni ’60 hanno dato una enorme scossa al mondo della musica, portando migliaia di ragazzi a creare le loro band, i cosiddetti “complessi”, tra chi si metteva alla chitarra, molti improvvisandosi musicisti, chi cercava di capire come dare il tempo picchiando una batteria e chi studiava le proprie corde vocali per esprimersi in modo originale nel canto. Tanti di questi “pazzi”, molti dei quali definiti “capelloni”, sono diventati dei miti, perché tra quelle migliaia molti hanno dimostrato di essere dei veri artisti, creando delle note che rimarranno per sempre nella storia.

Questo in tutto il mondo, ma la Romagna, che allora era la culla dei locali da ballo, non solo nell’estate, sfornò molti cantanti e “complessi”. Non tutti nell’epoca beat, perché dalle nostre parti Musica vuol dire Tradizione, non necessariamente nel rispetto dei tempi e movimenti passati.

Dopo aver raccontato dei Cliffters e di chi suonava il “beat” a Forlì, questa volta vogliamo fare una panoramica sul mondo dei dischi editi da inizio anni ’60 fino a tutti gli anni ’80, ricordando chi li incise, molti dei quali sono tuttora “sulla breccia” o comunque ben vivi nella memoria. Ci scusiamo innanzitutto per le dimenticanze, perché così tanti erano a suonare e cantare, così tanti pure i dischi sfornati dalle varie case discografiche, che è difficile, se non impossibile, farne una perfetta mini enciclopedia. Vogliamo anche precisare che in questo articolo (questi articoli, perché questo è solo il primo della serie) dei ricordi non abbiamo preso in considerazione il cosiddetto “liscio”, vero impero della musica romagnola tradizionale, che ha sfornato milioni di dischi, con l’orchestra Casadei davanti a tutti. Vogliamo parlare solo dell’altra musica, perché il liscio meriterebbe una vera mega enciclopedia, che non troverebbe spazio in qualche articolo…con grandi applausi a tutti quelli che hanno fatto orchestra in questo genere o ne hanno fatto parte nella lunga storia!

Partendo da inizio anni ’60, quando il beat non esisteva ancora (da noi, perché a quei tempi, l’Italia era molto in ritardo nel mondo delle novità musicali rispetto ad altri paesi), il primo momento in cui troviamo dischi romagnoli è l’anno 1962 e si collega direttamente al Festival di Sanremo, vero kolossal dei tempi, dove debuttarono due cantanti romagnoli: Pierfilippi da Lugo, Lara Saint Paul da Fusignano…il momento iniziale fu tutto lughese.

 

Pierfilippi aveva una sua orchestra ed era molto quotato come cantante confidenziale, faceva ballare e pure innamorare molte coppie, quando la sua voce accompagnava le più belle melodie del classico “Ballo della Mattonella”. Venne notato dall’allora colosso dell’industria discografica RCA, e divenne in un certo qual modo l’antagonista di Fred Bongusto, suo alter ego nel genere.

 

Pierfilippi, lughese, al secolo Adolfo Filippi, portò sul palco del Casino di Sanremo (allora il Teatro Ariston non esisteva) “Occhi senza lacrime” in coppia con Cocki Mazzetti (allora si cantavano due diverse versioni di ogni canzone), il tutto senza fortuna, eliminati. Il retro del disco a 45 giri era “Quando, quando, quando”. Nello stesso anno incise anche “Souvenir a Rialto”. L’anno dopo “N’ata vota”, dedicato al genere “Canzone napoletana”, decisamente molto forte ai tempi. Nel 1964 partecipa al “Festival delle Rose”, allora popolarissimo, con “Da quando ho visto te”(scritta da Carlo Alberto Rossi), che è il suo miglior successo discografico con ben 200mila copie vendute.

 

Ma Pierfilippi è stato più un mito “dal vivo” che nel mercato discografico, percorrendo tutta l’Italia e anche molte strade d’Europa con i suoi “Copains”, ricercato dai migliori locali per le atmosfere che era capace di creare con la sua voce piena, densa, accattivante. La foto di apertura dell’articolo lo ritrae insieme a Mina, alla Bussola di Viareggio. E’ stato anche quello che si definisce “un bell’uomo”, affascinante, capace di attirare come “carta moschicida” l’attenzione delle donne di ogni età. Per cui, unendo voce e sex appeal, divenne un vero mito, a partire da “La dolce vita”, quella romana celebrata da Fellini, dentro la quale ha vissuto da reale protagonista, partner di bellezze da capogiro. Forse più interessato alle cose dal vivo, come serate, locali, vita che respiri intensamente insomma, che ai dischi e al successo meno palpabile immediatamente. Tra le foto c’è quella di un articolo “d’epoca” chelo definisce “cantante maledetto”, a giustificare l’immagine forte che si era creato.

Del suo gruppo, Les Copains, fece parte dal 1964 al 1966 un certo Roby Facchinetti…tastierista, voce e compositore poi dei Pooh!

 

Chi scrive ricorda l’estate del 1974, quando ci trovammo a condividere le serate all’allora chic “Stork” di Milano Marittima (l’allora grande e celebrato playboy Paolo Pazzaglia da Bologna era il cliente più affezionato). Lui e la sua orchestra furono grandi protagonisti delle serate in quel luglio, mentre io ero l’alternativa ai dischi, onoratissimo di fare in un certo modo da spalla al grande personaggio. Ricordo che molti pomeriggi, mentre io ero impegnato a scegliere i dischi giusti tra le novità appena uscite e Pier spesso era intento a”provare” qualche nuova canzone col suo gruppo, arrivava qualche splendida ragazza cercando proprio e soltanto lui!

Pier è tuttora sulla breccia, ha smesso di contare gli anni… l’età non conta, è lo spirito che vale… Si impegnava ancora in concerti in locali della zona, la voce è ancora intatta, fino a un paio di anni fa, ma ancora oggi viene chiamato a Galà speciali, come quello della Marlboro a Ginevra, a dimostrazione di quanto sia tuttora stimato. Vive ancora a Lugo. La foto con Michele Torpedine, il Volo, è stata scattata sabato scorso 7 luglio.

Pierfilippi sabato 7 luglio 2018 con Michele Torpedine, Il Volo

 

Lara Saint Paul, al secolo Silvana Areggasc Savorelli, nata ad Asmara, ma cresciuta a Fusignano, iniziò la carriera col nome di Tanya. Ha vissuto tutti gli anni fino alla prima giovinezza nel lughese. Ricordiamo che nei suoi primi anni da ragazza era la “morosa” di un figlio del nostro “padrone di casa”, certo Franco Zaccari. Poi divenne la fidanzata di un allora noto industriale fusignanese.

Anche lei debuttò allo stesso Festival di Sanremo del 1962, con “I colori della felicità”, con lo stesso “non successo” di Pierfilippi, ancora col nome di Tanya. Nel 1967 era al Festival della Canzone Napoletana, alternativa di Sanremo, con “Te faje desiderà”. L’anno dopo, nel 1968, arrivò il vero hit, l’occasione della vita, con “Mi va di cantare”, ancora a Sanremo, in coppia incredibilmente con Satchmo, Louis Armstrong!

Con Luis Armstrong e Illary Clinton

Nello stesso anno debutta come cantante show girl nel varietà “Quelli della domenica”, sul Primo Canale Rai, per poi essere con Raffaele Pisu l’anno dopo in “La domenica è un’altra cosa”. Nel 1971 fa parte del cast dei concorrenti di “Canzonissima” con “Strano”, eliminata. Nel 1972 e 1973 torna a Sanremo, andando in finale entrambe le volte, rispettivamente  con “Se non fosse tra queste mie braccia lo inventerei” e “Una casa grande”. Nella prima occasione dirige l’orchestra per lei Bill Conti, l’autore di Rocky! Nel 1973 conosce Quincy Jones, col quale incide “Non preoccuparti/ Adesso ricomincerei”. Ancora in quell’anno incide “Mi fai morire cantando”, versione italiana di “Killing me softly”. Di lei scrissero:

Nella mia lunga carriera ho conosciuto molti bravi cantanti che hanno lavorato con me, ma fra tutte, a mio parere, Lara Saint Paul è la migliore, perché è veramente un’artista completa e ha il dono della simpatia“, righe datate  28 maggio 1970, da New York a firma Louis Armstrong

Ho scoperto una cantante che ha la possibilità per diventare una delle più grandi vedette di tutto il mondo. Con lei ho fatto per ora solo un’incisione, ma spero che sia l’inizio di una lunga, lunga collaborazione” parole del 15 settembre 1973 di Quincy Jones da Los Angeles.

Inizia poi anni di tournèe in Europa e Stati Uniti, lavorando con  Bill ContiRay CharlesStevie WonderHenry ManciniRoberta FlackThe Pointer Sisters e Leon Ware.

Incide vari altri dischi, fino a diventare discografica di sé stessa nel 1977, grazie al marito Pier Quinto Cariaggi, replicando i successi in gran parte del mondo, in particolare Sud America e Giappone. Continua poi a sfornare dischi, a esibirsi in tournèe ovunque, con infinite iniziative e partecipazioni e proposte di idee innovative. Questo fino a poco tempo fa, colpita da malattia. Ci ha lasciato l’8 maggio di quest’anno, grande artista!

Che dire, Lara era una grande cantante, con una voce splendida e un ottimo carattere, nonché una presenza invidiabile. Ha avuto una grande carriera, forse non completamente considerata quanto avrebbe meritato soltanto nel proprio paese. Grazie Lara!

 

Proseguiremo la storia dei nostri artisti di Romagna e relative discografie nel prossimo articolo tra qualche giorno.

Angelo Gianstefani

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