Alle 2.15 della scorsa notte gli agenti della Polizia sono andati nell’abitazione di un cittadino di nazionalità marocchina, pregiudicato di 41 anni agli arresti domiciliari, ma lui non c’era. Questo è arrivato però solo circa 15 minuti dopo, vistosamente ubriaco. L’uomo, nonostante la palese violazione, ha iniziato a inveire contro gli operatori ed i familiari, manifestando un forte alito vinoso, rimarcato dagli altri classici sintomi dell’ubriachezza.
L’accertamento della violazione delle imposizioni della magistratura ha quindi determinato il suo arresto nella flagranza di reato. Secondo gli accertamenti effettuati nell’immediato, erano almeno quattro ore che il soggetto aveva lasciato l’abitazione, trascorrendola tra diversi bar del centro, dove aveva abusato di bevande alcoliche.
Dopo l’udienza di convalida dell’arresto, avvenuta nella mattinata stessa (Pubblico Ministero dott. Fabio Magnolo, giudice dott. De Leva) è stato accompagnato in carcere in stato di custodia cautelare, misura determinata dalla accertata pericolosità sociale dell’imputato dedotta non solo dai suoi precedenti ma anche dal comportamento tenuto nelle fasi dell’arresto ed anche durante l’udienza stessa.
Il marocchino stava scontando una condanna ad un anno di carcere per pregressi reati connessi a stupefacenti, ed era stato ammesso alla misura alternativa della detenzione domiciliare piuttosto che quella carceraria, concessa dal Tribunale di Sorveglianza di Bologna che ora, alla luce della violazione, valuterà il ripristino detentivo, cui ovviamente andrà ad aggiungersi anche la nuova probabile futura condanna per l’evasione, all’esito del processo.




















