Due giornalisti Rai, Daniele Piervincenzi e Edoardo Anselmi, durante le riprese di un servizio televisivo sulle elezioni ad Ostia per la trasmissione tv Nome, sono stati aggrediti e picchiati da Roberto Spada titolare di una palestra e fratello di Carmine, boss condannato a 10 anni per estorsione con l’aggravante del metodo mafioso.

A scatenare l’ira dell’esponente del clan Spada sono state le domande di Piervincenzi sull’endorsement per Luca Marsella, candidato di CasaPound, con il quale Spada è stato immortalato in una foto.

I carabinieri di Ostia passano al setaccio in queste ore le immagini dei video delle telecamere di sorveglianza della zona, acquisiti insieme al video ripreso dai giornalisti e ai referti medici sulle ferite riportate. La procura di Roma ha aperto un fascicolo sull’aggressione. Spada è indagato per lesioni. Dopo aver fratturato il setto nasale (30 giorni la prognosi dei medici) di Piervincenzi, Spada ha inseguito il giornalista e il cameraman Edoardo Anselmi colpendoli con un bastone. A coordinare l’inchiesta è la Direzione distrettuale setto nasale.

Simone Di Stefano, vicepresidente di CasaPound, ai microfoni di Radio Cusano Campus, ha ribadito: “Noi ovviamente riteniamo l’episodio allucinante e deprecabile, ma non capiamo perché ci debba essere associato. Roberto Spada non è iscritto a CasaPound e non è un nostro dirigente. Ha solo detto qualche tempo che a Nuova Ostia c’è soltanto CasaPound che cerca di fare politica. E questo, purtroppo, è vero. Per dissociarci serve un’associazione. Invece non c’è niente. Condannare il gesto di Spada? E’ un gesto di una violenza gratuita allucinante”.

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