Secondo gli inquirenti è molto probabile che ci fosse un terzo uomo nell’auto Volkswagen Tiguan scura fermata a poca distanza dal luogo del delitto con a bordo i due albanesi, poi arrestati per possesso illegale di arma e munizionamento. Nel veicolo Suv c’era una Smith & Wesson calibro 357 magnum modello plus da sette colpi, non regolare, oltre alle munizioni e a un coltello, ma quella non sarebbe la pistola che ha sparato stando ad un primo accertamento balistico, in attesa di una vera e propria perizia. La coppia sarebbe coinvolta, invece in una sparatoria avvenuta vicino a Santarcangelo la sera del 30 marzo. Questo fatto renderebbe più difficile la certezza della prova dello Stub per l’indagine sul delitto del ragazzo africano, perché in ogni caso avrebbero sparato recentemente e diventerebbe difficile escluderli o accusarli.

Armi e munizioni erano nascoste sotto ai tappetini del Suv. I due albanesi, cugini, di 22 e 28 anni, sono tuttora in carcere ai Casetti con la sola accusa del reato sulle armi, ma potrebbero essere iscritti in queste ore nel registro degli indagati con un capo di imputazione ben più grave in concorso. In concorso con chi? Con il terzo uomo, quello che stanno cercando gli inquirenti.
Sarebbe un amico dei due albanesi che, sempre secondo le indagini, potrebbe aver fatto il lavoro sporco e ucciso il senegalese Makha Niang nellla notte tra martedì e mercoledì. Il Suv fuggito a gran velocità di cui si hanno alcune immagini di una telecamera, per la Procura, è proprio quello. Quello poi fermato dai Carabinieri coi due cugini, ma senza più il terzo uomo, che potrebbero aver scaricato a poca distanza con ancora in mano l’arma fumante per fuggire a piedi o con un altro mezzo e nascondersi.
Questa ipotesi su cui lavorano Polizia e Carabinieri spiegherebbe il motivo per il quale la Smith & Wesson che era sotto al tappetino della Tiguan non sarebbe l’arma che ha ucciso il senegalese Makha Niang. Ecco, è questo il quadro tracciato da Carabinieri e Squadra mobile di Rimini coordinati dal Sostituto Procuratore Paolo Gengarelli. Ma perché si pensa che abbiano ucciso il senegalese? Sempre secondo le ipotesi avrebbero sparato per conto di qualcuno, forse ingaggiati da una donna che gravita nel giro della prostituzione ungherese. E’ qui che si sta lavorando.





















