Dichiarazione di morte presunta. Alessandro Pandolfi, il sub di 45 anni di Cesena e residente da alcuni anni a Fabriano, di cui non si hanno più notizie dal 6 agosto 2015, per la legge è morto. Quel giorno si era immerso nei fondali di Ancona e sparito nel nulla. Le tante ricerche si erano rese inutili. E ora non si cercherà più.
Gli avvocati della famiglia, gli avvocati Maurizio e Ruggero Benvenuto, hanno già presentato richiesta di dichiarazione di morte presunta. Il tribunale di Ancona su ricorso della moglie dell’uomo, già il 7 novembre 2017, ordinò la prima pubblicazione della domanda di dichiarazione di morte sulla Gazzetta Ufficiale e sugli organi di stampa. Ora che sono scaduti i sei mesi di tempo che sono stati concessi a eventuali testimoni per portare notizie sullo scomparso, parte il secondo e ultimo ricorso che porterà alla dichiarazione vera e propria. Al momento, infatti, nessuno si è presentato in Tribunale per fornire informazioni sul sub di cui si sono perse le tracce nella zona della piattaforma Clara Ovest di Falconara.
Alessandro si era immerso da solo, nel primo pomeriggio, come era solito fare, nei fondali marini di Ancona. Poi, intorno alle ore 23, l’sos lanciato da un amico che si trovava con lui sul porto di Marina Dorica e che attendeva il suo ritorno. Il sub, originario di Cesena, ma residente a Fabriano, è stato ricercato per molti giorni. Le operazioni hanno permesso di rintracciare solo il gommone a 15 miglia al largo dalle coste di Falconara, all’altezza della boa Clara Ovest, in prossimità della piattaforma Eni. Recuperato il cellulare del sub, un fucile da pesca, una cintura a pesi, una custodia vuota di un fucile e i documenti nel gommone. Cosa è successo quel 6 agosto, tra le ore 14 e le 23 quando poi è scattato l’allarme è difficile saperlo. Resta il fatto che Alessandro Pandolfi non si è più trovato. E ora è morto.




















