Scarcerato il siciliano 39enne e allentata la misura alla compagna. I due sono coinvolti nell’operazione “Frutta market” dei carabinieri, che ha portato alla scoperta di un negozio di frutta e verdura a Viserba, base per la copertura di un traffico di cocaina dalla Spagna.

Il Gip del Tribunale di Rimini ha accolto in gran parte la richiesta degli avvocati difensori della coppia (Carlo Zauli del Foro di Forlì, Elena Guerri del Foro di Siena e Daniele Pacitti del foro di Isernia) e ha revocato la misura del carcere per il siciliano 39enne di Catania che ora si trova ai domiciliari, mentre ha allentato la misura per la sua compagna limitando l’obbligo di dimora.

In totale erano state eseguite sei misure cautelari per detenzione e spaccio di droga, nell’operazione ‘Frutta Market’. Agli arresti c’erano anche due cugini albanesi, di 41 anni, considerati i capi del gruppo, un 40enne di Cervia, un 47enne di Cesenatico artigiano edile.

L’indagine partì nel 2016, quando fu arrestato uno spacciatore di origine napoletana a Trento. In casa, i carabinieri gli trovarono un elenco scritto a mano con nomi di frutti e relativi numeri di telefono. Grazie alle intercettazioni, i militari riuscirono a risalire al negozio e a uno dei due albanesi, risultato il principale fornitore di cocaina della zona. L’albanese infatti, insieme al cugino e ai complici, immetteva sulle piazze di Rimini, Cervia e Cesenatico grosse partite di droga, soprattutto cocaina, fatta arrivare dalla Spagna.

Gli investigatori hanno quindi scoperto che l’albanese proprietario del negozio era in contatto con un altro trafficante, residente a San Mauro Pascoli, che almeno in un’occasione, nell’agosto dello scorso anno, era andato oltre confine per portare in Italia lo stupefecente. Quando poi il fornitore di San Mauro era stato arrestato a Savona, mentre con un complice riminese trasportava un chilo di cocaina, nove di marijuana e 93 grammi di hashisc, i carabinieri hanno collegato i riferimenti chiudendo il cerchio intorno al gruppo riminese.

 

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