Un altro passo verso la salvezza. Il passo decisivo. Ha dunque pareggiato alla vecchia Favorita, il Cesena. Senza praticamente giocare, è vero. Ma nel calcio come nel sesso conta la concretezza. E questo Cesena, soprattutto con le big (7 punti raccolti fra Frosinone, Parma e per l’appunto Palermo), almeno ultimamente, ha dimostrato di essere super concreto. Pratico. Efficace.

BRINDISI AL RISPARMIO – Ora, a 90′ dalla fine della regular season, per poter brindare alla salvezza matematica, manca ancora un misero punto. Un mattoncino. Che il Cesena, salvo terremoti, salvo allagamenti, salvo nuove riforme-lampo di governo, andrà a prendersi venerdì sera. Al Manuzzi. Contro una Cremonese già salva per effetto della vittoria a sorpresa arpionata col Venezia. E dunque (speriamo) con la testa già sotto l’ombrellone. Lo champagne (pardon, visto i tempi che corrono a Cesena, meglio il chinotto…) è dunque già in frigor. Ancora poco e l’incubo del fallimento (sportivo e societario) bianconero potrà essere scongiurato. Almeno fino alla prossima puntata, si intende. Perché il futuro del club di Corso Sozzi, in soldoni, continua a far rima con…mistero (la ristrutturazione del maxi-debito porterà benefici a medio-lungo termine? Foschi andrà in pensione? È vero che il premiato tandem Mancini-Campedelli potrebbe ricomporsi su questi lidi? Saranno ceduti sia Moncini che Dalmonte? Tornerà…Varano? Eccetera eccetera…).

UN BEL…BISCOTTINO – Dubbi, rebus, incognite: in riva al Savio è sempre la solita solfa. Cinque (più o meno) grandi certezze,  questo caldo sabato di metà maggio che stiamo faticosamente cercando di archiviare, ce le ha però regalate. La prima certezza: Castori, la prossima stagione, al 95% non ripartirà più da Cesena (decisione saggia, la sua: meglio lasciare da vincitore…). La seconda: Fulignati (strepitoso a Palermo) con l’aiuto di Antonioli è davvero cresciuto molto, almeno fra i pali (sulle uscite, invece, c’è ancora tanto da studiare…). La terza: Fazzi non è un terzino sinistro (ehm ehm). La quarta: Donkor non è un giocatore da Champions League (la trattativa con il Real Madrid è fallita: colpa dei buoni pasto…). Quinta e ultima certezza: il Cesena è vivo. Vivo e vegeto. Alla faccia di chi invocava la sua morte. Alla faccia di chi sperava in una sua sepoltura a stretto giro di posta. Maledetti! Un punto. Un solo biscottino (pardon, punticino) e, venerdì, si potrà staccare un nuovo pass per la B. Chi l’avrebbe mai detto solo tre settimane fa? Subito dopo quel ‘terribile’ 0-0 di Brescia? Io sì, ricordate? Non fate gli gnorri: io sì. Io lo avevo detto. Cara Cremonese, non fare la stupida venerdì sera. Almeno tu. No perchè, se quel biscotto mi dovesse andare di traverso, poi sono sputtanato (pure) io. E dopo è un macello…

Flavio Bertozzi

PALERMO-CESENA 0-0

PALERMO: Pomini; Rispoli, Dawidowicz, Rajkovic, Aleesami; Rolando (30’ st. Trajkovski), Jajalo (35’ st. Chochev), Murawski, Coronado; Moreo (42’ st. Nesterovski), La Gumina.
A disp: Maniero, Bellusci, Accardi, Gnahorè, Balogh, Fiordilino, Fiore, Szyminski, Ingegneri.
All. Stellone

CESENA: Fulignati; Donkor, Suagher, Scognamiglio, Fazzi; Fedele, Cascione (42’ st. Esposito), Schiavone (34’ st. Emmanuello); Vita, Moncini (10’ st. Jallow), Laribi.
A disp: Agliardi, Melgrati, Eguelfi, Cacia, Dalmonte, Ndiaye. All. Castori.

ARBITRO: Pezzuto di Palermo

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