Davide contro Golia. Ha vinto il più piccolo. Il ghiacciolo nato a Rimini vince contro il colosso Algida. L’azienda di via del Grano di Santarcangelo che produce ‘le bombe’, un mix tra ghiacciolo e sorbetto, l’ha spuntata, oggi 31 maggio 2018, al Tar.

Il Tar del Lazio, infatti, ha confermato la multa da 60,6 milioni inflitta lo scorso dicembre dall’Antitrust a Unilever Italia Mkt. Operations, la controllata italiana del gruppo Unilever che ha il marchio Algida, per abuso di posizione dominante nel mercato del gelato preconfezionato monodose.

Lo dice la sentenza pubblicata oggi. 

Su denuncia del piccolo produttore della riviera romagnola, “La Bomba”, il Garante della concorrenza aveva accertato l’adozione da parte del marchio Algida di Unilever di una strategia escludente a danno dei concorrenti, sia minori che di maggiore dimensione, composta da un ampio utilizzo di clausole di esclusiva merceologica e da una serie articolata di ulteriori condizioni volte a mantenere l’esclusiva delle forniture.

Fra le altre cose, la prassi di settore dell’utilizzo esclusivo di freezer in comodato d’uso per la conservazione dei propri gelati ha fatto sì che anche i produttori che offrono solo una parte dei gelati d’impulso, abbiano dovuto ricorrere alla distribuzione di un proprio frigorifero, come nel caso di La Bomba; importante a riguardo è una precedente decisione della Commissione europea concernente la politica di cabinet exclusivity applicata da Unilever nel mercato irlandese dei gelati.

Nel suo ricorso Unilever, aveva contestato il provvedimento sanzionatorio dell’Antitrust in quanto “caratterizzato da un’istruttoria gravemente carente e da diversi errori di diritto, con particolare riferimento all’assenza di una adeguata analisi economica o di mercato del provvedimento sanzionatorio”.

Ma il Tar ha stabilito che il ricorso è infondato, rilevando inoltre che il provvedimento del l’Antitrust “ha individuato comportamenti escludenti realizzati da Unilever con modalità abusive in sé e consistenti nell’uso diffuso di clausole di esclusiva, la cui oggettiva portata anticompetitiva è essa stessa prova dell’abuso”. E l’azienda di Santarcangelo “La Bomba sic di Carletti Walter e Invelenato Yuri“, l’ha spuntata.

LA BOMBA, NATA A RIMINI NEGLI ANNI ’50

La Bomba è ghiacciolo molto particolare, nato a Rimini, sul mare Adriatico intorno agli anni ‘50.
Veniva prodotto tutti i giorni dal suo ideatore che lo vendeva sulla calda spiaggia di Rimini utilizzando la sua speciale borsa in legno.

La spiaggia di Rimini  e la bomba

Per molti anni La Bomba è stata prodotta in un piccolo laboratorio artigianale con un unico gusto disponibile, quello al limone di Sicilia e, solo dieci anni dopo, alla fine degli anni ‘60, si aggiunse un nuovo gusto, quello all’arancia. La sua produzione rimase limitata al periodo estivo fino a che, negli anni 2000, con una nuova proprietà, la gamma gusti venne ampliata per offrire una maggior scelta al consumatore. In pochi anni La Bomba è diventata sempre più popolare ed ancora oggi viene prodotta a mano, mantenendo l’alta qualità e le sue caratteristiche artigianali. Oggi il prodotto viene distribuito su tutto il territorio nazionale e anche all’estero.

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