Condannato per aver raggirato Magnani, l’imprenditore delle pellicce. Un anno e quattro mesi di carcere sono stati inflitti a Ugo Canali, 58 anni, un commerciante di pellicce residente a Soncino. Gli altri due coimputati, un mantovano e un bresciano, sono stati assolti “perchè il fatto non costituisce reato”.  Canali è stato anche condannato a risarcire con una provvisionale di 10.000 euro Giorgio Magnani, 70 anni, originario di Civitella di Romagna, imprenditore leader del mercato, titolare della ‘Romagna Furs’, azienda con sede a San Marino. Magnani era parte civile attraverso l’avvocato Massimiliano Starni, del foro di Forlì. Il suo cognome figura nel grande negozio di piazzale della Vittoria a Forlì. Così ha deciso il Tribunale di Cremona. Il pm Carlotta Bernardini aveva chiesto una pena di cinque anni di reclusione. Al centro della vicenda, un affare di pellicce da quasi un milione di euro.

Oltre 300 pellicce di proprietà di Giorgio Magnani consegnate in conto vendita a Ugo Canali e poi sparite, salvo poi essere offerte, almeno in parte, al legittimo proprietario dietro la cancellazione dei debiti pregressi a carico oltre che dello stesso Canali, di altri due commercianti che con il cinisellese aveva accumulato in totale quasi 500mila euro di debiti.

In aula Magnani aveva raccontato il tentativo di recuperare una fornitura di 406 capi di pellicce per un valore di 980.000 euro affidata in conto deposito a Canali nel suo showroom in corso Vittorio Emanuele a Milano. Fornitura che, secondo l’accusa, gli imputati avrebbero sottratto come ricatto per ripianare i debiti. L’operazione era stata eseguita dalla polizia di Cremona dopo un’indagine della Squadra Mobile di Forlì, alla quale nel febbraio del 2016 Magnani si era rivolto. “Conosco Canali per lavoro da 22/23 anni”, aveva detto in aula la vittima. Giorgio Magnani nel novembre del 2015 aveva dato delle pellicce in conto deposito per l’apertura di un negozio a Milano con l’accordo che ogni fine mese avrebbe mandato l’estratto conto. Invece, a detta della parte civile, sarebbe arrivato solo un primo bonifico di 37.000 euro, mentre un altro da 57.000 euro era solo un foglio di carta fasullo. Magnani andò a Milano ma trovò il negozio chiuso. Magnani si presentò poi a Soncino nel negozio di Canali e lì avrebbe trovato 44 delle sue pellicce che dovevano invece trovarsi a Milano 

Dalle immagini delle telecamere, gli inquirenti scopriranno che di sera le pellicce erano state caricate su un furgone e portate via dal negozio. Canali, inoltre, aveva un debito con il grossista romagnolo di 250.000 euro. Secondo la procura, il commerciante avrebbe costretto il grossista a consegnargli un falso documento di trasporto attestante l’integrale restituzione di quanto ricevuto, oltre alla rinuncia al credito pregresso per un importo di 257.690 euro, condizioni cui si subordinava la parziale restituzione di 179 capi.

L’incontro per la restituzione delle pellicce si era tenuto a Soncino nella casa di Canali. La polizia ne era informata e aspettata di entrare in azione. Davanti alla sua abitazione, l’imputato aveva fatto arrivare un furgone nel quale c’erano 179 pellicce. I capi erano stati restituiti, poi era scattato il blitz degli agenti terminato con l’arresto di Canali. Nella proprietà di Canali erano state trovate altre 80 pellicce di Magnani custodite in una roulotte.

Previous articleViolenza sulle donne, a Gatteo Daniela Piccari ripercorre le orme di Antigone
Next articleCervia: “Via Malva Sud è ormai invasa dalle prostitute”

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.