Un viaggio durato 6 mesi, del sindaco di Bagno di Romagna Marco Baccini
Un viaggio durato 6 mesi sta per terminare. Ci siamo. Tutto è pronto. Qui a Cervia c’è un clima frizzante, a tratti addirittura teso. Professionisti concentratissimi con accompagnatori “siamesi”, squadre al lavoro, organizzazione minuziosa. Ogni angolo della città è addobbato per questo grande evento. Ironman menù. Ironman icecream. Gente che corre. Bici che sfrecciano. Il mare, una pista continua di nuotatori. Ma anche un acquario naturale di meduse.
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Io ho preferito buttarmi all’alba, da solo, per godermi il momento. Per guardare a quattrocchi quello specchio che domani mi farà tribolare. Per salutarlo con quella lealtà e rispetto che merita, ma anche per sussurrargli che non ho paura. La confusione di domani non mi avrebbe permesso quella confidenza. Poi mi sono buttato e ho iniziato a nuotare. Il silenzio dell’acqua e il respiro tra una bracciata e l’altra hanno come liberato i miei pensieri. Mentre lo facevo, riflettevo sulle parole di Rico, un ragazzo francese che ho incontrato ieri sera. È quá con la sua famiglia per correre il suo Ironman, con una discreta carriera sportiva alle spalle e un po’ “invasato”. Mi chiedeva quanto ci avrei impiegato, dicendomi che il suo obiettivo è stare sotto le 10 ore. Gli ho spiegato della mia inesperienza e di come, i miei obiettivi fossero altri. Arrivare sano all’arrivo, prima di tutto. Ma mentre procedevo nell’acqua, ho realizzato che in realtà il vero obiettivo non è domani, ma è il viaggio che ho affrontato per arrivarci. Una partenza casuale, dettata dalla curiosità di affrontare un’avventura nuova. Era aprile. Da lì è iniziato un percorso tutto da scoprire, che mi ha portato in contatto con tante persone e esperienze, che mi hanno accresciuto e che probabilmente non avrei incrociato senza quella scelta. Gli amici della piscina, ambiente a me prima sconosciuto. Panz, Adamo, Giovanni, Pasquale. Le battute e le risate tra una vasca e l’altra. I signori del Calipso Bar di Gualdo, che il sabato mattina ormai mi aspettavano per il ginseng, tanto che era diventata tappa fissa nei miei allenamenti in bici. Ho conosciuto i ragazzi del CESENA Triathlon, di cui indosso la divisa domani. Il gruppo Easy Runner della corsa, che mi ha accompagnato negli allenamenti di corsa e che mi ha insegnato a correre con il sorriso. Nicola, che ogni tanto mi ha torturato per “rimettermi in pista”. La gita al Lago d’Iseo con il mio amico Lamella. Cristina. Andrea, Giulio. I pranzi estivi al Playa del Carmen con Luca, Alice, Daniela. Le maratone con Stefano, Paolo, Mauro. E poi i bei momenti con gli amici di sempre e sempre presenti, attenti e interessati a quest’avventura. La mamma ancora preoccupata, come per il Sud Africa. Pitt sempre in pista. Osto uno stimolo. Carlo, Zaghe, Bato, Lele, Pive, Luca, Andrea. Bravissimi anche nel reintegro post allenamenti. Da ognuno di loro ho imparato qualcosa, ho apprezzato qualche dote. Ognuno di loro mi ha arricchito. Sento che il mio bagaglio, personale e sociale, è più grande. Mi sento fortunato. Ecco, mentre nuotavo, mi è passato davanti un rullino di tanti momenti vissuti negli ultimi 6 mesi di avvicinamento a questa esperienza, che ormai è arrivata. Se ci penso bene, a domani, mi viene il dubbio che possa essere una cosa più grande di me. Cerco di gestire la tensione. Ma poi penso che i 6 mesi passati, con i loro momenti, con le persone incontrate, sono il vero obiettivo che cercavo. Un viaggio che fuga ogni dubbio o paura. È così che voglio partecipare domani. Sarà una giornata dura, durante la quale si alterneranno momenti di euforia e forza a momenti di crisi e sconforto. Ripenserò ai momenti vissuti. A tutti gli amici incontrati. A chi porto generalmente con me. Tutto questo sarà la mia forza. E spero di onorare il viaggio, con la festa di domani, la tappa finale. Che sarà una festa, nel bene e nel male, perché in ogni caso anche domani imparerò qualcosa. E comunque, fuoco alle polveri






















