Dal primo gennaio 2019 incominceranno ad allegerirsi le tasche dalle monetine. Infatti, da quella data, non saranno più prodotte quelle a 1 e 2 centesimi. Cosa accadrà da quando le monete a 1 e 2 centesimi non saranno più coniate? Nulla per i cittadini. Tali monetine di bronzo continueranno ad avere valore legale fino al completo esaurimento. I negozianti devono assolutamente accettarle.

Bene per la riduzione dell’ingombro, un po’ meno per la spesa in quanto quello che prima costava per esempio 1,98 euro, secondo voi scenderà a 1,95 oppure salirà a 2 euro? Ci sarà chiaramente da parte dei commercianti un arrotondamento al rialzo e non saranno pochi, viste le numerose promozioni con prodotti offerti con la cifra “civetta” che termina con il 9.

La norma infatti prescrive di arrotondare i prezzi al multiplo di 5 centesimi più vicino, per eccesso o per difetto. Secondo Vincenzo Donvito, presidente dell’Aduc, associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori, proprio dall’arrotondamento per eccesso nel commercio al dettaglio provengono i maggiori rischi: “Se nel 2016, le famiglie italiane hanno speso quasi 11 miliardi e mezzo di euro per la spesa alimentare complessiva, partendo da un aumento medio dei prezzi dello 0,2% causato da un arrotondamento per eccesso (passando da 10,58 euro a 10,60 euro), si scopre che quella stessa spesa potrebbe aumentare di circa 23 milioni all’anno. Vale a dire il risparmio ottenuto dallo Stato non coniando i ramini”.

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