Si fa pesante il bilancio dei feriti del sabato di protesta dei cosiddetti “giubbotti gialli”, che, in 282mila, hanno paralizzato la Francia per contestare gli aumenti al prezzo della benzina voluti dal presidente Emmanuel Macron: un morto e 227 feriti, sette dei quali in condizioni gravi. In totale 56 i fermi.
Da Bordeaux a Parigi, dalla Savoia al traforo del Monte Bianco a Digione e Rennes, migliaia i blocchi stradali, in cui i partecipanti hanno indossato i gilet catarifrangenti gialli usati in caso di incidente, diventati il simbolo di questo movimento nato sui social network e non affiliato a partiti né sindacati.
A Parigi diverse centinaia di manifestanti hanno bloccato parte degli Champs Elysees, al grido di ‘Macron dimettiti’ e intonando la Marsigliese. Tensioni a place de la Concorde e scontri vicino all’Eliseo, dove gli agenti hanno lanciato lacrimogeni per respingere i dimostranti, determinati dal canto loro a protestare sotto le finestre di Macron.
“Siamo in massima allerta”, ha affermato il ministro dell’Interno Christophe Castaner, spiegando che la polizia garantisce che nessuna strada venga completamente bloccata, in modo da assicurare la sicurezza delle persone. La mobilitazione è nata sui social network, scatenata dalla rabbia per i prezzi del carburante, risultato di anni di aumenti delle tasse imposte nell’ambito della lotta della Francia contro l’inquinamento.
Il prezzo del diesel, il carburante più usato in Francia, nell’ultimo anno è salito del 23% circa a un costo medio di 1,51 euro al litro, il picco più alto dagli anni 2000. I prezzi del petrolio, a livello mondiale, sono saliti per poi riscendere, ma il governo Macron ha aumentato quest’anno la tassa sugli idrocarburi del 7,6% al litro sul diesel e del 3,9% sulla benzina, nell’ambito di una campagna per incentivare l’uso di auto pulite. Il malcontento è andato crescendo, in particolare in piccole città e zone rurali in cui i trasporti pubblici sono carenti. La protesta si è trasformata rapidamente in mobilitazione contro il crescente costo della vita e contro le promesse non mantenute di Macron, accusato di avere trascurato le classi bassa e media.







