E’ stato assegnato a José Graziano da Silva, direttore generale della Fao, l’organizzazione Onu per l’alimentazione, il Premio Artusi 2018, intitolato a quel Pellegrino Artusi di Forlimpopoli che gettò le basi della gastronomia italiana con il suo libro tradotto in oltre 140 lingue.
Triplice nazionalità, statunitense-brasiliana-italiana, Da Silva è impegnato da sempre nella doppia battaglia contro la malnutrizione e l’obesità. Come ministro del governo Lula diede vita nel 2003 al programma “Fame zero”, portando ben 28 milioni di brasiliani ad uscire dalla soglia di povertà. Partendo dal paradosso che se nel mondo una persona su nove soffre la fame, una su otto ha problemi di obesità, Da Silva ha portato i dati Fao: “Obesità e sovrappeso hanno colpito 672 milioni di uomini e donne, ricchi e poveri, giovani e anziani, in Paesi industrializzati e in via di sviluppo. Senza politiche adeguate – ha detto – ben presto il numero di persone obese supererà quello di chi soffre la fame”.
José Francisco Graziano da Silva (Urbana, 17 novembre 1949) è un agronomo brasiliano con cittadinanza statunitensenaturalizzato italiano. Ha scritto diversi libri sui problemi dell’agricoltura in Brasile. Tra il 2003 e il 2004, Graziano lavorò come ministro straordinario per la sicurezza alimentare durante il governo di Luiz Inácio Lula da Silva, e fu il responsabile per l’attuazione del programma Fame zero, tirando fuori 28 milioni di persone dalla soglia di povertà nazionale durante gli 8 anni del governo Lula. Il 26 giugno 2011, Graziano da Silva è stato eletto il nuovo direttore generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO), diventando il primo latino-americano ad occupare tale posizione. Ha assunto il suo ruolo di direttore generale dal 1º gennaio 2012 fino al luglio 2015.








