Rinviati a giudizio gli avvocati Pier Paolo e Gabriele Gugnoni, padre e figlio, di Meldola.
Il giudice per le indagini preliminari ha fissato il processo per il 17 maggio prossimo.
Erano stati indagati e accusati di gravi reati. Dalla truffa all’appropriazione indebita, dalla calunnia al patrocinio o consulenza infedele.
L’indagine chiusa nel marzo scorso è stata coordinata dal sostituto procuratore di Forlì Sara Posa.
Sono almeno 6 le persone che avrebbero truffato alle quali, secondo l’inchiesta, padre e figlio, avrebbero portato via un sacco di soldi e in alcuni casi avrebbero ridotto nel lastrico interi nuclei famigliari. Sempre secondo il sostituto procuratore Sara Posa avrebbero, in concorso tra loro, con artifici e raggiri, ingannato le attuali parti offese facendole firmare e prospettando loro delle utilità con azioni giudiziari. Le persone che risultano raggirate sono tutte del Forlivese, tra Forlì e le vallate.
In pratica – secondo le accuse – illudevano queste persone, che avevano avuto problemi con enti e istituzioni, e promettevano loro di fargli arrivare un sacco di soldi di risarcimenti.
Così avrebbero falsamente proceduto contro, ad esempio la Banca d’Italia, la Provincia di Forlì-Cesena, l’agenzia delle Entrate, Unicredit e altro e persino il Ministero dell’Ambiente. Per questi procedimenti – ritenuti finti – oltre che farsi pagare chiedevano denaro in anticipo mostrando con documenti creati appositamente, che la pratica era stata accolta.
Le vittime, illuse, pagavano, perché vedevano il loro risarcimento andare a buon fine e così avrebbero recuperato anche quanto versato ai due avvocati. Ci sono carte con il logo del Tar, il Tribunale amministrativo, che sono state riprodotte, create con dei collage per dimostrare che tutto stava andando bene.
C’è chi ha versato ai due avvocati oltre 800mila euro, recuperati in parte, chi ha perso 140mila euro e chi 61mila euro. Poi c’è chi, in varie tranche, ha pagato ai Gugnoni 405mila euro e che sono stati recuperati in parte, ma oltre 100mila euro sarebbero andati e rimasti nelle tasche degli avvocati. I fatti contestati comprendono un periodo che va dal 2015 in avanti.
Il raggiro era ben orchestrato e funzionava. Gli uomini della Compagnia della Guardia di Finanza di Forlì di cui si avvalsa la Procura per le indagini, hanno ricostruito tutto, anche tramite intercettazioni, e alla fine ne è uscito un quadro incredibile che ha portato alle gravi accuse.






















