Sono l’artista Eron e lo storico imprenditore della ristorazione Elio Tosi i due Sigismondo d’Oro per l’anno 2018, il riconoscimento attribuito ogni anno a coloro che attraverso la propria attività rendono onore alla comunità riminese.

Il saluto del sindaco Andrea Gnassi

La cerimonia di consegna è avvenuta oggi pomeriggio aperta dal Sindaco Andrea Gnassi che ha letto il Saluto di fine anno alla città e ai suoi cittadini, negli spazi del Teatro ‘Amintore Galli’ che, inaugurato il 28 ottobre scorso a 75 anni dalla sua distruzione, è rimasto per l’intera giornata a disposizione della curiosità dei tanti riminesi che hanno colto l’occasione per conoscerlo nella sua interezza, dal foyer alla sala coi suoi palchi ottocenteschi, ai sottotetti destinati al ballo, ai sotterranei dove le tracce archeologiche rinvenute durante i lavori di ricostruzione raccontano in maniera multimediale della nascita della città.

Di seguito le biografie dei motivazioni dei premiati.

Eron, pseudonimo di Davide Salvadei, nato nel 1973, è considerato tra i più dotati e virtuosi interpreti dell’arte figurativa e della pittura contemporanea internazionale, anche secondo l’Enciclopedia Italiana Treccani. Eron è uno dei più noti esponenti del graffitismo italiano e della street art a cavallo fra XX e XXI secolo. Le sue opere sono state esposte in gallerie e musei di tutto il mondo tra cui: Chelsea Art Museum (New York), Biennale di Venezia, Saatchi Gallery (London), Galleria Patricia Armocida (Milano), PAC – Padiglione Arte Contemporanea di (Milano), MACRO – Museo d’Arte Contemporanea (Roma), Italian Cultural Institute (New York) solo per citarne alcuni. Nel 2016 realizza un’opera dedicata ai migranti dipinta sulla fiancata di un relitto navale dal titolo “Soul of the Sea” dove ritrae alcuni volti di donne e bambini che sembrano dipinti dalla ruggine del relitto stesso. L’immagine dell’opera in poco tempo fa il giro del mondo e viene pubblicata dall’Economist e dal Chicago Tribune come miglior immagine del giorno nel mondo. Nel 2018 Eron ha realizzato quella che è considerata una delle più grandi opere d’arte murale urbana al mondo.

Elio Tosi (ph da riminisparita.info)

Elio Tosi, nato nel 1930, dopo essersi fatto le ossa come barman e cameriere al Dancing Savioli, approda nel 1955 all’Embassy, il locale di Marina Centro tra i più celebri in Italia, con il ruolo di responsabile del bar, ristorante e concerti all’aperto. Dal 1964 al 1968 è al Paradiso, la nuova discoteca di Covignano che anche grazie a Tosi diventa un mito nazionale e internazionale. Nel 1968 torna all’Embassy, trasformando l’American bar con tavola calda in indimenticabile ristorante e luogo meta per 40 anni di riminesi, turisti, cantanti, attori, artisti. Accolti sempre da Tosi con impeccabile eleganza, affabilità, gentilezza, sapienza. Se il musicista riminese Carlo Alberto Rossi ha contribuito a ‘mettere in smoking la musica italiana’, Elio Tosi con il suo stile ineguagliabile ha senz’altro contribuito a mettere in smoking l’accoglienza riminese, di cui è perfetto testimonial. Tra mille aneddoti e altrettante invenzioni nell’ambito della cucina e di tutto ciò che è attenzione verso l’ospite, a Tosi, alla moglie Rita e al loro staff dell’Embassy si deve ‘l’invenzione’ della piadina sottile, detta poi ‘riminese’.

Le motivazioni.

Elio Tosi, imprenditore
Per avere ‘vestito’ di stile, discrezione, cura nei dettagli, creatività, la cultura di accoglienza all’ospite, contribuendo al successo e alla fortuna di un modello di accoglienza turistica che ha garantito benessere e lavoro per la comunità riminese;

Per avere saputo, con la sua famiglia e con i suoi collaboratori, esaltare la tradizione e i saperi delle passate generazioni nell’arte della cucina, tramandandone la ricchezza e l’attualità grazie a un lavoro che ha miscelato artigianalità e ricerca, per promuovere le eccellenze del territorio;

Per essere stato pioniere di un nuovo modo di esaltare Rimini e la sua dimensione internazionale, grazie ai sacrifici, alla gavetta e a un lavoro infaticabile che hanno consentito alla nostra Città di rinascere dopo la distruzione della Seconda Guerra Mondiale.

Eron, artista

Per avere concorso alla creazione e alla codifica di innovative modalità artistiche, abbattendo i muri che ostacolavano il dialogo tra la cultura classica e le espressioni della creatività popolare;

Per avere portato l’arte nei luoghi della vita di tutti i giorni, spunti e stimoli sorprendenti per una riflessione inconsueta e uno sguardo non convenzionale dentro la quotidianità delle persone, a Rimini e nel mondo;

Per avere saputo, attraverso l’espressione artistica, costruire un ponte sospeso tra tradizione e contemporaneità, nel nome e per conto di un respiro lirico senza tempo e senza confini, in cui poesia, musica, immaginari, linguaggi diversi, diventano un tutt’uno grazie a una straordinaria abilità manuale e di pensiero.

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