Riaprire la vecchia Tiberina. Diversamente ne soffriranno trasporto pesante su ruote, tutte le attività e il turismo. Questo, in sostanza, l’appello lanciato dal presidente dei comuni Valle Savio Paolo Lucchi, nel summit di questa mattina con il presidente della Regione Bonaccini a Cesena in merito alla chiusura del viadotto Puleto sulla E45. Facendo “un passo indietro”, per Anas il viadotto non era da chiudere, ma, su questo fatto, dovrà convincere la Magistratura aretina. Dall’altra parte Bonaccini si è fatto avanti sottolineando come sia necessario trovare delle soluzioni alternative alla viabilità.
“Intanto c’è un’emergenza vera e questa va affrontata con la concretezza che abbiamo cercato di mettere in campo oggi – ha sottolineato Lucchi – con la disponibilità della Regione di intervenire qual’ora fosse necessario, e lo è, sulla viabilità alternativa perchè non possiamo continuare in questa condizione”. Cioè ripristinando la Statale 3 bis, che, nel tratto toscano, è comunale e cioè del comune di Pieve Santo Stefano; difficile capire cosa voglia fare questo Ente.
“Bisognerà rapportarsi direttamente col comune di Pieve – ha concluso Lucchi – perchè noi riusciamo a fare la parte che ci riguarda, non il resto”. Nel frattempo è emergenza per l’economia e le attività; lo ha sottolineato il rappresentante della Confcommercio di Bagno di Romagna Davide Crociani. “C’è una grossa ripercussione negativa sul sociale e sul fattore economico con la chiusura del viadotto, oltre ai posti di lavoro. Il turismo balneare sarà quello che avrà sicuramente molte conseguenze negative”. Infatti molti sono i vacanzieri di Toscana, Umbria e Marche che si riversano sulle nostre spiagge in estate utilizzando come strada la E45.
Cristina Fiuzzi




















