Ieri notte, nel corso del servizio di controllo del territorio, un equipaggio della Sezione Volanti della Questura di Ravenna, nel transitare in via Bosca, procedeva al controllo di una Fiat Punto con a bordo due persone, un italiano ed un tunisino poi risultato irregolare. L’italiano, che si trovava alla guida, sprovvisto di documenti, forniva le generalità poi risultate essere del fratello, affermando di aver dimenticato la patente a casa.

L’espediente non traeva però in inganno i poliziotti, che insospettiti dal nervosismo del giovane, lo invitavano a scendere dall’auto, notando che nella tasca porta oggetti della portiera del veicolo era presente un grosso cacciavite a punta piatta. Gli agenti decidevano quindi di procedere a perquisizione, personale e del veicolo, rinvenendo in una tasca dei pantaloni dell’autista un coltellino e all’interno dell’auto uno smartphone Apple Iphone 4 del quale i due non sapevano dare indicazioni sulla provenienza.

Inoltre, nel giubbotto dell’autista stesso veniva trovata una denuncia di smarrimento con le corrette generalità dell’uomo, che tentava ulteriormente di depistare i poliziotti dichiarando che il giubbotto era del fratello e che lui era senza documenti proprio perché, per errore, aveva indossato il giubbotto sbagliato.

A questo punto i due venivano portati in Questura dove G.C., 31enne riminese pluripregiudicato, che stava per essere sottoposto a rilievi fotodattiloscopici, ammetteva la sua reale identità. Terminati gli accertamenti lo stesso, risultato pregiudicato per furto, false attestazioni a P.U., ricettazione, truffa, stupefacenti, guida in stato di ebbrezza e con patente revocata, veniva dichiarato in arresto per il reato di falsa attestazione o dichiarazione a Pubblico Ufficiale sull’identità personale e indagato per sostituzione di persona, ricettazione, porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere, reiterazione della guida senza patente.

A suo carico veniva inoltre trasmessa una segnalazione amministrativa quale assuntore di sostanze stupefacenti. Il Tribunale di Ravenna, nell’udienza svolta lo stesso giorno, convalidava l’arresto, concedendo i termini a difesa e disponendo la misura cautelare dell’obbligo di firma tutti i giorni presso la Questura di residenza. Il cittadino tunisino, risultato irregolare sul territorio nazionale dello Stato veniva espulso ed accompagnato da personale della Questura al C.P.R. di Caltanissetta.

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