Oltre alla stretta sull’età di accesso alla pensione, prevista sei anni dalla Legge Fornero e l’aumento di quattro mesi previsti per tutti legato alla speranza di vita, nel 2017 gli uomini ( dipendenti ed autonomi) hanno ottenuto l’accesso alla pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi di età, come le dipendenti pubbliche, mentre quelle del settore privato hanno ottenuto la prestazione in anticipo, a 65 anni e 7 mesi, mentre le autonome a 66 anni ed 1 mese.

Ma quest’anno ci sono alcune novità sia per la pensione di vecchiaia che di anzianità (anticipata).

Pensione di vecchiaia:  questa pensione si ottiene con almeno 20 anni di contribuzione, mentre l’età pensionabile di quest’anno sarà uguale per tutti, donne e uomini a 66 anni e 7 mesi.

Pensione anticipata ( ex anzianità): dobbiamo ancora fare riferimento alla Riforma Fornero del 2011 che ha previsto dal 2012 in poi non più una doppia possibilità, cioè: 35 anni di contribuzione minima insieme all’età e quota oppure il solo requisito contributivo minimo di 40 anni ma solo il requisito più elevato di contribuzione senza quote né finestre. Per tutte le categorie di lavoratori. Questo tipo di pensione ha la particolarità di consentire l’accesso nel tempo prima rispetto all’età prevista per la pensione di vecchiaia, perché si basa solo sul requisito contributivo, senza pertanto attendere l’età minima.

Un commento a queste regole che spesso possono anche essere di difficile interpretazione, se non con la consulenza di un esperto, e comunque non risultano essere eque. Servirebbero regole universali che introducano maggiore flessibilità per tutti e non “premi” per l’una o l’altra categoria di lavoratori. La pensione anticipata per esempio sarebbe necessario renderla più accessibile per entrambi i sessi svincolata dall’aumento dell’aspettativa di vita. Addirittura per le donne che fanno un doppio sforzo (non dimentichiamo che lavorano e si dedicano alla famiglia!) andrebbe riconosciuta un’età pensionabile ridotta rispetto agli uomini, anche perché nel nostro Paese l’età pensionabile per le donne è cresciuta ultimamente come in nessun altro paese europeo.

Ottavio Righini

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