Che la burocrazia sia un Moloc che opprime e soffoca è ormai un dato acquisito, ne sanno più di qualcosa imprenditori, commercianti, liberi professionisti ecc, alle prese con un ectoplasma invisibile, ma impenetrabile. Ciò che più sconvolge, però, è che anche nelle piccole cose l’ottusità della burocrazia non conosce confini. Sembra quasi ci sia un perverso gusto nel creare problemi e disagi al cittadino anche quando si potrebbe risolvere il problema con un minimo di buon senso. Un esempio? L’utilizzo dello strumento informatico, il computer, avrebbe dovuto sostituire il cartaceo per snellire procedure e risparmiare tempo, ma evidentemente si è trattato di una dolce chimera. Nello specifico all’Ausl è possibile ottenere l’iscrizione e l’accesso al proprio fascicolo sanitario elettronico, vale a dire una piccola banca dati personale dove sono contenuti tutti i referti delle analisi, delle visite, e tutto ciò che attiene alla salute. Si potrebbe dire “finalmente una  innovazione intelligente” che consente da casa propria di esaminare i risultati delle valutazioni cliniche cui ci si è sottoposti, senza fare ulteriori code agli sportelli per il ritiro referti.  Purtroppo è una pia illusione, perchè anche qui entra il virus della burocrazia. E’ vero che si possono leggere in anteprima i propri responsi medici di laboratorio, ma è altrettanto vero che si deve ritirare obbligatoriamente il cartaceo. Non lo si fa? Si pagano le analisi due volte. Ma se è possibile leggere e riprodurre i referti a casa propria perchè dover ritornare all’Ausl per il ritiro di fogli che, tra l’altro vengono stampati al momento della richiesta? Se lo chiedono tanti cittadini, ma la risposta ancora non c’è.

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