Salgono a 1.386 i casi di coronavirus in Emilia-Romagna, 206 in più rispetto a ieri. Di questi circa 600 sono in isolamento domiciliare e 90 in terapia intensiva. Nelle ultime ore le guarigioni sono state 30, mentre i decessi 14 (di cui un cittadino lombardo), in gran parte di persone con patologie pregresse. Per il commissario per l’emergenza, Sergio Venturi, si tratta di “una crescita costante, ma un po’ inferiore rispetto ai giorni scorsi: la settimana scorsa i casi aumentavano del 25%, ora del 16-17%”.

Complessivamente ci sono 601 persone in isolamento a casa perché con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o prive di sintomi; quelle ricoverate in terapia intensiva sono invece 90 (15 in più rispetto a ieri). E salgono a 30 (ieri erano 27) le guarigioni, 29 delle quali riguardano persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e 1 dichiarata guarita a tutti gli effetti perché risultata negativa in due test consecutivi.

Purtroppo, però, crescono anche i decessi, passati da 56 a 7014, quindi, quelli nuovi, che riguardano 5 donne e 9 uomini, tra cui un cittadino lombardo; la maggior parte delle persone decedute aveva patologie pregresse, in qualche caso plurime, mentre per 4 pazienti sono ancora in corso gli approfondimenti. 8 persone sono decedute nell’ospedale di Piacenza (di cui 7 cittadini piacentini e un lombardo); 5 decessi sono avvenuti all’ospedale di Parma (tutti cittadini della provincia di Parma) e 1, relativo a un uomo della provincia di Rimini, nell’ospedale cittadino.

“L’emergenza non è terminata, non è finita e non sappiamo quando terminerà”, ha detto il governatore Stefano Bonaccini. “Voglio rivolgere un appello: fate in modo di spostarvi solo per necessità e adeguarvi ai comportamenti indicati”, ribadisce. Bonaccini ricorda pure che “dobbiamo cambiare abitudini per i nostri familiari e amici”. Parlando in una diretta Facebook, Bonaccini ha spiegato di avere “fiducia nell’Emilia-Romagna, una terra di persone che solitamente dimostrano un grande senso civico: chiedo a tutti di confermarlo ancora una volta”. E ha concluso: “Non ho dubbi che ce la faremo, anche se sarà dura”, perché “abbiamo anche una crisi economica a fianco dell’emergenza sanitaria, ma prima di tutto viene la salute”.

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