Come già per la Biblioteca Malatestiana di Cesena, dichiarata anni fa dall’Unesco “Memoria del Mondo, una prospettiva analoga si sta aprendo per la mitica “Piadina o Piada Romagnola” “Accogliamo con favore la candidatura della Piadina Romagnola a patrimonio dell’Unesco, avanzata alcuni giorni fa a Riccione dal Ministro della Cultura Dario Franceschini. Sin da subito ci rendiamo disponibili per promuovere l’iniziativa e sostenerla nelle sedi istituzionali competenti”. Così il Presidente del Consorzio di Promozione e Tutela della Piadina Romagnola, Alfio Biagini, accoglie in maniera positiva la proposta avanzata dal Ministro.
Per Biagini “La Piadina Romagnola non è solo un prodotto da gustare, è qualcosa di più perchè è intimamente legata al territorio, alla sua cultura, alle tradizioni, alla manualità, ai prodotti e alla storia. E’ un patrimonio che identifica la Romagna nel mondo, e proprio per questo deve essere salvaguardato. L’ottenimento dell’indicazione geografica protetta (IGP) è stato un primo passo in questa direzione, a tutela soprattutto dagli innumerevoli casi di contraffazione nel mondo. Il riconoscimento di patrimonio dell’Umanità sarebbe un ulteriore salto in avanti, testimonianza di indiscutibile patrimonio culturale, così come avvenuto nel caso della pizza”. Già da molti anni, fin dai primi anni sessanta dello scorso secolo quando intraprendenti “azdore” cominciavano a farla ai lati delle vie più trafficate della Romagna su fornelli alimentati a legna, la Piadina Romagnola viene considerata l’ambasciatrice delle Terre Romagnole nel mondo.

Un ‘cibo di strada’ che grazie al suo prezzo contenuto e alla varietà degli abbinamenti, rappresenta un fenomeno di costume che cattura gli amanti della buona tavola. Tanto da risultare due anni fa il prodotto più ricercato in Italia sul principale motore di ricerca di Google, ed essere elevata a cibo di strada per eccellenza, preferita dall’81% degli interpellati secondo una indagine. Dal novembre 2014 questa prelibatezza ha una marcia in più: la certificazione IGP (Indicazione Geografica Protetta) dalla Commissione Europea. D’ora in poi si chiama “Piadina Romagnola/Piada Romagnola”, solo quella prodotta e confezionata esclusivamente nel suo luogo di origine, la Romagna. Solo coloro che la producono secondo il disciplinare approvato possono commercializzare la Piadina Romagnola IGP. Nessun altro può farlo. Merito del Consorzio di Promozione e Tutela della Piadina Romagnola costituitosi nel 2011, che insieme ad altre istituzioni e associazioni si è fatto promotore di questo traguardo.
p.p.




















