È morta «Mamma Ebe»: uno dei personaggi più discussi e controversi della cronaca degli anni Ottanta e Novanta. Arresti, accuse, decine di articoli e servizi tv, perfino un film e diversi “speciali” furono dedicati alla «Santona di Carpineta», nel cesenate. Gigliola Giorgini, questo il nome, si è spenta ieri all’età di 88 anni all’ospedale Infermi di Rimini. Malata da tempo, dopo il rito funebre, che avverrà oggi, sabato, il feretro sarà trasferito per la tumulazione al cimitero monumentale di piazzale Umberto Bartolani. «Mamma Ebe», persona carismatica, fondò una congregazione religiosa dal nome «Pia Unione di Gesù Misericordioso». Fu condannata a sette anni di reclusione, con sentenza del 2008, dal Tribunale di Forlì, per truffa ed esercizio abusivo della professione medica. Non solo: l’11 giugno 2010 alla sua porta bussano di nuovo le forze dell’ordine, venne nuovamente arrestata insieme al marito e a un collaboratore con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata all’esercizio abusivo della professione medica e alla truffa aggravata. Nella sua storia giudiziaria ci sono altri 14 provvedimenti cautelari a carico di adepti e collaboratori della donna. Il 16 marzo 2016, la Corte di Cassazione ha confermato la sentenza definitiva alla pena di 6 anni di reclusione. C.F.
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