Il 24 febbraio il Colosseo si tingerà di rosso. Ad illuminare il più celebre monumento di Roma sarà la fondazione pontificia “Aiuto alla Chiesa che soffre” (Acs) per puntare i fari sulla questione della libertà di fede. In contemporanea, e in video-collegamento con Roma, ci saranno analoghe iniziative ad Aleppo, in Siria, e a Mosul, in Iraq.
Acs in passato ha già illuminato di rosso diversi monumenti nel mondo, dalla Fontana di Trevi, sempre a Roma, al Palazzo di Westminster a Londra, dal Cristo Redentore a Rio de Janeiro alla Basilica del Sacro Cuore a Parigi, per citarne alcuni. “Il nostro intento è sconfiggere l’indifferenza, innanzitutto della comunità internazionale, e far sì che dal 24 febbraio nessuno possa più ignorare la persecuzione dei cristiani” afferma Alessandro Monteduro, direttore di Acs-Italia.
Gli fa eco Alfredo Mantovano, presidente di Acs-Italia: “Nel mondo tante comunità patiscono la fame, la miseria e le violenze a causa della loro. Noi abbiamo più volte illuminato di rosso i monumenti più importanti del mondo per denunciare il martirio subìto dai nostri fratelli e stavolta è nostra intenzione coinvolgerli direttamente attraverso due comunità come quella siriana e quella irachena, tra quelle che maggiormente hanno sofferto negli ultimi anni”.
La serata vedrà la partecipazione di rappresentanti della Chiesa quali il cardinale Mauro Piacenza, presidente internazionale Acs, e il segretario generale della Conferenza episcopale italiana, monsignor Nunzio Galantino, accanto a figure istituzionali come il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani. L’evento vedrà anche delle testimonianze dirette delle comunità cristiane perseguitate come Ashiq Masih e Eisham Ashiq, il marito e una delle figlie di Asia Bibi, la donna cattolica pachistana condannata a morte e in carcere dal 2009 per blasfemia. A raccontare la sua storia anche Rebecca Bitrus, nigeriana per due anni ostaggio degli islamisti di Boko Haram.




















