A Sabbioneta, il 20 Novembre prossimo al Teatro Olimpico, con lo spettacolo teatrale “Luce” aprirà i battenti “Dafne”, rassegna sulla violenza di genere prodotta dalla dottoressa Maria Rosaria Palmigiano, psicologa, psicoterapeuta e criminologa.
Le relazioni pericolose vanno in scena. Sul palcoscenico di “Luce” si dipana un dramma del nostro tempo, costellato da donne vittime innocenti di una violenza che ancora non siamo capaci di arginare. Uno spettacolo affidato alla interpretazione di Chiara Sassi e Agostino Rocca, attualmente in programma in alcuni teatri di Emilia, Lombardia e Lazio. Tematica di attualità, ricostruita dalla regista Erica Muraca con la consulenza psicocriminologica della Palmigiano. Sicuramente un contributo ad approfondire questa tematica, per lo più conosciuta al grande pubblico dalle pagine di cronaca nera di giornali e televisioni, ripresi quotidianamente nei programmi di approfondimento.
Lo spettacolo intende raccontare al pubblico in sala, con l’immediatezza della rappresentazione teatrale, aspetti che possono sfuggire nella quotidianità, aprendo una riflessione sulle componenti di un percorso di violenza troppo spesso accettato come ineluttabile. La dottoressa Palmigiano da tempo è in prima linea su queste tematiche. Nella sua esperienza professionale si occupa di donne vittime di violenza, approfondendo allo stesso tempo le dinamiche del fenomeno, diffondendo le sue esperienze attraverso seminari, pubblicazioni, trasmissioni radiotelevisive.
Da questa esperienza sul campo, la regista Erica Muraca ha tradotto il messaggio affidato all’interpretazione dei giovani artisti, per denunciare senza incertezze le relazioni pericolose, realtà disfunzionali nelle quali il soggetto più debole, la donna, è la principale vittima. La spettacolarizzazione della cronaca spinge a ritenere rilevanti solo i casi più drammatici. Da non trascurare invece quello stillicidio di piccole violenze, sempre così si possano chiamare, capaci di condizionare la vita di una donna, rendendola fragile vittima. L’esperienza di “Luce” sta dimostrando la validità dello spettacolo dal vivo, finalmente ritrovato dopo la lunga parentesi dovuta all’emergenza Covid, costruito per portare gli ascoltatori a entrare in scena a fine spettacolo, nel dibattito conclusivo. Una discussione a ruota libera con la dottoressa Palmigiano, la regista Erica Muraca, condotta da Paolo Montanari.
L’obiettivo del progetto è semplicemente informare, proporre strumenti di riflessioni capaci, per quanto possibile, oltre a mantenere alta l’attenzione sui temi femminicidi e relazioni pericolose, offrire strumenti di conoscenza sulla prevenzione del fenomeno. Purtroppo la realtà è impietosa: troppe donne sono ancora nella morsa delle relazioni pericolose, spesso a rischio per la propria vita, inconsapevoli. La perfidia delle relazioni pericolose è anche questa: fare pensare alla vittima di vivere un disagio inevitabile e comunque, dall’altra parte, ci sia una persona che vuole bene, dalla tua parte. I fatti parlano chiaro: non è così. “Luce” racconta inquietanti frammenti di vita, un collage malefico nel quale il bene non esiste e trasforma i suoi protagonisti in vittima e carnefice. Ognuno di noi ha una responsabiltà. Se le relazioni pericolose sono diventate una piaga sociale significa non essere stati capaci di formare una consapevolezza e, allo stesso tempo, normative, leggi, capaci di prevenire e soprattutto difendere le vittime. Il dibattito inserito nell’allestimento di “Luce” intende offrire un contributo concreto anche attraverso le esperienze personali di chi è in platea. Lo spettacolo, nato grazie al sostegno di Avis, di aziende del territorio e all’aiuto di Isabella Mazza, andrà in scena a Sabbioneta il 20 Novembre prossimo, patrocinato dal comune, nella splendida cornice del palladiano Teatro Olimpico della affascinante cittadina mantovana, inserito nella due giorni “Dafne”, rassegna sul tema della violenza di genere, prodotta dalla dottoressa Palmigiano. Il programma di “Dafne” prosegue il giorno dopo a Palazzo Ducale di Sabbioneta con i saluti istituzionale. A presentarla Paolo Montanari, front-man dei Ma noi No. Musiche di apertura di Jude Menegardi. Seguiranno la mostra collettiva curata da Francesca Artoni, vincitrice di numerosi premi nazionali, in cui verranno esposti i lavori di: 13 artisti italiani:
Francesca Artoni -Alessandro Molesini- Alessandro Fruzzetti- Gemma Rossi- Barbara Cannizzaro-Lidia Meneghini -Valentina Granzotto- Martina Pozzi- Isabella Tholozan- Daniele Cenni- Carlotta Speroni- Gabriella Saiello- Francesca Donatelli e visite guidate al patrimonio artistico della cittadina gonzaghesca.
Il logo della rassegna “Dafne” è stato creato dall’architetto Molesini di Boretto.
Info alla mail: lucerinascere@gmail.com
Simona Onniboni




















