Una grande domanda che ancora tiene distante il grande pubblico delle criptovalute è la seguente: dove spendo i miei Bitcoin?
Non tutti hanno necessità e prima di tutto competenze per muoversi nel deep web, quell’area di Internet lontana dai riflettori dei motori di ricerca e rappresentanza di tutto ciò che di illegale si può trovare in rete. Di conseguenza immaginarsi una ricchezza senza sapere dove investirla blocca la curiosità iniziale.
Viene incontro un sito, quibitcoin.it, motore di ricerca con tutti i punti vendita e le attività professionali che accettano pagamenti in criptovalute.
Sono censiti avvocati, bar, industrie, agenzie, negozi. Un elenco accessibile via sito e via app.
Non vi basta? Guardate in Svizzera: la nazione è definita la più Bitcoin friendly del mondo.
L’argomento criptovalute, complesso per natura, continua a far parlare di sé in un alone di mistero. Anni fa Jamie Dimon, presidente Consiglio di amministrazione Jp Morgan, definì il sistema criptovalute un “truffa”. Di altra opinione personalità come Bill Gates e Richard Branson, la cui opinione è che Bitcoin e derivati siano meglio della moneta.
Il sito quibitcoin.it va incontro a chi vuole parlare di economia reale e vuole sapere dove poter spendere le sue criptovalute. Il motore di ricerca indicizza per nome, area geografica e attività professionale. Ovviamente invita a prendere parte al gruppo anche le attività disposte ad accettare il conio digitale.
La diffusione dei Bitcoin non è ancora una rivoluzione, le manca ancora un vasto coinvolgimento. Usarli per pagare il caffè non è stimolante ma certamente un buon inizio per entrare nell’economia reale.




















