Il gioco e lo svago accompagnano l’uomo fin dall’antichità e possiamo affermare che siano connaturati alla sua stessa natura. Basti pensare che gli archeologi hanno scoperto tracce di giochi di società risalenti agli antichi egizi, all’epoca greca e a quella romana. E il bello è che alcuni di questi giochi si sono tramandati, seppur con qualche modifica, fino ai giorni nostri. È il momento di ripercorrere la storia dell’intrattenimento dell’umanità e di scoprire come si divertivano i nostri antenati.
Il gioco da tavola più antico di cui abbiamo testimonianze è il Senet. Il Senet era uno dei giochi preferiti delle classi sociali più elevate e gli storici ne datano la nascita circa 3000 anni prima della nascita di Cristo. Nel corso dei secoli la disciplina assunse connotati mistici e si credeva che vincere a Senet significasse vincere la sfida col destino. Per questo motivo se ne sono ritrovate tracce nelle tombe dei faraoni e in alcuni celebri geroglifici. I cultori dei giochi di società hanno provato a ricostruire le notizie frammentarie relative alle regole antiche e oggi esiste una versione modernizzata del Senet. Per chi fosse curioso di approfondire si tratta di una disciplina in cui contano tattica, strategia e fortuna e che si gioca in un tabellone simile a quello degli scacchi.
Si è invece tramandato fino ai nostri giorni con gli stessi regolamenti il Go, gioco nato in Cina intorno al 2500 A.C. Il Go è una disciplina con regole semplici ma richiede avanzatissime capacità strategiche, tanto da essere considerato uno dei giochi più complessi mai elaborati dall’uomo. Obiettivo quello di conquistare i territori dell’avversario usando sapientemente la scacchiera e le proprie pedine. Oggi possiamo trovarlo in forma di gioco da tavolo, di app e online. In Italia esiste anche una Federazione dedicata.
Decisamente interessante anche la storia della roulette, probabilmente uno dei giochi che ha subito meno modifiche nel corso dei decenni. Ancora oggi giochiamo con le regole del 1800 anche se abbiamo a disposizione la possibilità di divertirci online o live sfidando avversari in carne e ossa. A più di 200 anni di distanza non sappiamo chi sia stato l’inventore della roulette. Quello che sappiamo è che esistevano giochi simili alla ruota della fortuna addirittura ai tempi dei romani, quando gli strumenti di gioco erano le ruote dei carri e le frecce.
Facciamo di nuovo un passo indietro e spostiamoci nella valle del Tigri e dell’Eufrate per parlare del Gioco Reale di Ur. Nato nell’omonima città mesopotamica, di questo gioco esiste anche una scacchiera, arrivata intatta fino a noi. Difficile, però, capire le regole. Le ricostruzioni più accreditate parlano di una disciplina in cui ci sono 7 pedine per ogni giocatore e una serie di dadi poligonali. Si intuisce facilmente che il Gioco Reale di Ur fosse un sapiente mix di fortuna, abilità nella scelta del percorso sul tabellone e strategia.
Impossibile non parlare di giochi antichi che si sono tramandati fino alla nostra epoca senza citare gli scacchi. Le regole e le pedine con cui giochiamo oggi risalgono al medioevo ma gli storici datano la nascita degli scacchi intorno al settimo-ottavo secolo d.C. Sicuramente alle origini giocare a scacchi significava appartenere all’élite della società. Oggi non è più così e la disciplina si è istituzionalizzata con tanto di federazioni nazionali e tornei internazionali e mondiali.
L’Antica Roma è celebre per il divertimento e le feste (spesso sfrenate) le cui testimonianze si sono tramandate nel corso dei secoli. In pochi, però, sanno che i romani amavano anche i giochi di società. Uno dei più famosi era il Ludus Duodecim Scriptorum, detto anche “gioco delle dodici scritte”. Si giocava in 2 su tabelloni di marmo e ogni giocatore aveva a disposizione 12 pedine, metà bianche e metà nere, e 2 dadi. Le regole sono abbastanza complesse ed elaborate e mettono insieme lancio dei dadi, scelte strategiche e posizionamento. Vince chi arriva per primo all’ultima casella del tabellone.








