Cervia: dov’ era, come era? Già, perché non tutti sanno che questa perla del turismo balneare non è da sempre posizionata in questo sito del litorale ma lì è sorta solo alla fine del XVII secolo.

La prima Cervia sorgeva tra le saline, quindi più all’ interno, sviluppatasi fino a quando l’ insalubrità dell’ aria non costrinse la popolazione a spostarsi e ad edificare una nuova città nel luogo dove ancora oggi si trova. Proprio per conoscere quale volto avesse Acervum ovvero Cervia antica, dal 2020, gli archeologi dell’ Università di Bologna sotto la direzione scientifica del professor Andrea Augenti stanno conducendo ricerche approfondite nel perimetro identificato come quello della antica città. Molte sono le domande alle quali gli archeologi tentano di rispondere e fra queste il collegamento con il passato romano del territorio, dato che poco distante, alla rotonda dei Salinari, furono ritrovate tracce di un insediamento romano. Ci si chiede anche se tra l’ antica Ficocle, insediamento citato ancora in epoca altomedievale, ci fosse  connessione con Cervia antica (o fossero la stessa cosa!). Comunque i risultati delle campagne di scavo (quella del 2022 è stata presentata in un open day sul sito archeologico nel pomeriggio del 13 luglio scorso) riconsegnano un’ immagine molto interessante di Cervia antica, nonostante le spoliazioni  delle quali fu oggetto nel tempo il sito. L’ economia della città era ovviamente fondata sul sale  e la sua commercializzazione e Acervum doveva essere il fulcro di scambi commerciali con molti territori dato che le numerosissime monete ritrovate provenivano da zecche non solo dell’ area bolognese. A conferma di questa dinamicità è la attestata presenza di  cambiavalute. Le aree scavate hanno portato alla luce alcune zone abitative (tanto il materiale ceramico trovato!), la chiesa di San Francesco e la collegata zona cimiteriale.  A colpire è indubbiamente lo scavo che ha fatto riemergere le poderose strutture del castello che sorgeva ai margini della città. Impressionano le fondazioni del torrione, fulcro della difesa,   edificato probabilmente nel XIII secolo con tecniche costruttive di avanguardia ancora oggi, ad esempio anche  dal punto di vista dell’ antisismica! Chiusa la campagna del 2022, si attende la ripresa del prossimo anno, con la prospettiva di procedere poi ad una musealizzazione del sito.

Paolo Poponessi

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