Una vittoria (sudata, sudatissima) con l’Olbia per tenere ancora accesa la flebile fiammella della Grande Speranza. Una vittoria (meritata, meritatissima) con l’Olbia per mettere ancora più pepe a una volata promozione già di per se rovente. Anche se – a conti fatti – a quattro giornate dalla fine della regular season, con la sempre più nervosa Reggiana a +4 e la sempre più scatenata Virtus Entella a +2, il Cesena non può davvero farsi grandi illusioni. Difficile infatti ipotizzare un doppio tracollo sull’asse Reggio Emilia-Chiavari. Più facile, invece, pensare di riuscire a strappare negli ultimi 360’ di gioco un 2° posto comunque prezioso in ottica play-off.  Ecco, ora come ora resta proprio quello l’imperativo bianconero: scalare un gradino, raggiungere la piazza d’onore.  Perché – lo ripeto per l’ennesima volta – la truppa di Toscano, pur con i suoi portieri da film horror, pur con i suoi centrocampisti già pronti per la casa di riposo, pur con i suoi attaccanti che non riescono a vedere la porta avversaria nemmeno sotto tortura, pur con i suoi dirigenti troppo spesso campioni di arrampicata sugli specchi in tv, ha ancora tutte le carte in regola per arrivare sino alla fine. Per cercare di arpionare l’ultimo pass che vale la cadetteria. Per regalare al Grande Popolo Bianconero (anche ieri pomeriggio – nonostante il forte richiamo delle dorate ed assolate spiagge della Riviera –  da applausi) la prima vera grande gioia post-Covid. Cesena promosso già a giugno? Sì, si può fare. Alla faccia delle ‘solite’ malelingue. Alla faccia dei ‘soliti’ catastrofisti. E non soltanto perché quest’anno, a differenza delle ultime due volte, il Cavalluccio si presenterà a questa Folle Lotteria Post Season senza avere in panca Mister Umiliazione Viali (do you remember Matelica e Monopoli?). Diciamocela tutta: Toscano, in questa stagione, in riva al Savio ha commesso diversi erroracci da matita rossa (per carità, non fatemi ritornare ancora sul folle harakiri dei portieri o sulle maglie da titolare ‘regalate’ inspiegabilmente al bolso Calderoni…). Ma la storia dice altresì che quel califfo di Toscano, a differenza dell’ancora acerbo Viali, sa già come si vince in Serie C. Ampiamente. La difesa che non prende (quasi) mai gol, la grinta di De Rose, le reti di Corazza, la freschezza degli Shpendi, l’esperienza di Toscano per l’appunto. La Serie B, per il Cesena, può passare da questo speciale pokerissimo? Forse sì. Uomini neri – ehm ehm – permettendo, ovviamente.

Flavio Bertozzi

 

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