C’è un ‘vecchio’ figlio del Cavalluccio, uno dei giocatori più amati dal Popolo Bianconero nell’ultimo ventennio, che sogna di riabbracciare il suo adorato Cesena. Che arde dalla voglia di trascinare la Nazionale di Romagna fuori da quella putrida palude chiamata Serie C. Quel giocatore si chiama Matias Ezequiel Schelotto.
Schelotto, lei abita a Buenos Aires. Ha mille cose da fare. Eppure un uccellino mi ha detto che lei non si perde mai una partita del Cesena.
“Caro Bertozzi, mi sa tanto che quell’uccellino è ben informato (risata, ndr). Vero, verissimo: anche quest’anno, in diretta o in differita, mi sono visto tutte le partite giocate dalla squadra di Toscano. TUTTE. E questo perché Cesena continua a rimanere nel mio cuore. C’è qualcosa di magico che, a distanza di tanti anni, continua a legarmi a questa piazza. A questo club. Alla Romagna…”.
Tre cartoline della sua avventura in bianconero che porterà sempre con se?
“La prima volta non si scorda mai: quindi dico subito il mio primo gol segnato a Ferrara in quel mitico Spal-Cesena (vittoria bianconera per 1-0, ndr). E poi non posso non citare anche le feste promozione che si sono consumate a Verona sempre nel 2009 (dalla C alla B, ndr) e a Piacenza l’anno dopo (dalla B alla A, ndr). A ripensare a quei trionfi mi vengono ancora i brividi. E non è un frase fatta…”.
Schelotto e Bisoli: un rapporto complicato. Complicatissimo. L’Uomo di Porretta, una volta a Villa Silvia, la fece pure piangere. Ed io, quel giorno al Rognoni, ho visto tutto…
“Devo ammettere, caro Bertozzi, che hai ancora una buona memoria (altra risata, ndr). E comunque sì: Bisoli, a Cesena, mi ha fatto piangere. Più di una volta. Tanto, il mister, lo conosci meglio di me: lui, da ogni suo giocatore, vuole il 200%. Anzi, il 300%. E chi è giovane, chi non ha le spalle sufficientemente larghe, può andare in crisi davanti a un condottiero così burbero ed autoritario. Io comunque, ci tengo a dirlo, a Bisoli non posso dire che grazie. In quei due anni mi ha fatto crescere sia a livello tecnico che umano, mi ha dato tanto. I suoi insegnamenti mi sono stati utilissimi in carriera. Lo stimo tanto, Pierpaolo. Tantissimo. Di allenatori sanguigni come lui ne nascono sempre meno…”.
Con l’ingellatissimo Ficcadenti, invece, le cose in riva al Savio non andarono proprio benissimo…
“Con lui, all’inizio, le cose andavano bene. Poi, di punto in bianco, il suo atteggiamento nei miei confronti cambiò radicalmente. Senza darmi una spiegazione il mister mi spedì in panca. Io, che all’epoca ero una testa calda, non riuscì a stare zitto. Tra noi due ci fu un duro scontro verbale. La mia avventura a Cesena, in soldoni, finì lì. Visto che, a gennaio, fui costretto a cambiare aria. Ad andare al Catania. Anche se, quella salvezza in Serie A del Cesena, io continuo a sentirla anche un po’ mia…”.

Il ‘solito’ uccellino di prima mi ha detto che lei sogna sempre un revival in salsa bianconera… 

“Fisicamente sto benissimo, ho appena 34 anni e sono ancora follemente innamorato del Cesena: ti ho già dato tre buoni motivi per cui potrei tornare a Cesena. Attualmente abito con la mia famiglia a Buones Aires e gioco nel Deportivo Moron (Serie B argentina, ndr), ma è chiaro che se dovesse arrivare una chiamata del Cavalluccio mollerei tutto e tornerei di filata in Romagna. Non me ne frega niente dei soldi, io tornerei da voi solo per amore. Mi piacerebbe chiudere dove tutto è iniziato. Sono convinto che la mia esperienza e il mio ardore agonistico potrebbero tornare molto utili al nuovo Cesena. Io so cosa ‘significa’ quella maglia. Dopo quelle due promozioni raccolte tanti anni fa mi piacerebbe mettermi in tasca il tris. Se il Cesena vuole, io e il mio agente (Vittorio Schettino, ndr) siamo pienamente disponibili a fare una bella chiacchierata. Voglio riportare il Cesena in Serie B, subito.…”.

Cesena e Schelotto: se sono rose (ri)fioriranno…

“Io ci spero. Io ci credo. Ripeto: per me, un ritorno a Cesena, sarebbe la chiusura di un cerchio. In attesa di una chiamata di Aiello & Friends, però, fatemi salutare tutti i tifosi bianconeri. Tifosi che, con i loro messaggi, ancora oggi continuano a dimostrarmi il loro affetto a distanza di tanti anni. Il saluto più importante, però, è per la mia amica Brunella (storica tifosa bianconera volata in cielo diversi mesi fa, ndr). Sono sicuro che anche lei, da lassù, leggerà questa mia intervista….”.

E chissà cosa starà pensando la nostra amica Brunella di questo Cesena ‘targato’ – sigh – sempre più speculazione e sempre meno romanticismo. Chissà… (Flavio Bertozzi)
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