Intendiamo portare alla luce l’ intero complesso delle terme tardo antiche che, pur proseguendo le indagini archeologiche nel complessivo sito della villa di Fiumana, meritano già una musealizzazione perché possano essere aperte stabilmente ad un pubblico di  esperti e visitatori.” E’ questo il proposito espresso dal professor Riccardo Villicich, direttore scientifico della appena appena conclusa quarta campagna di scavo archeologico nell’ area della cosiddetta villa romana di Fiumana. L’ attività di ricerca archeologica è stata condotta dall’ Università di Parma con una equipe composta da studenti e archeologi sotto la direzione del professor Riccardo Villicich, sotto gli auspici del Comune di Predappio e della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le provincie di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini. I risultati della campagna 2025 sono stati presentati nel tardo pomeriggio di venerdì 1 agosto con una visita guidata aperta ad un numerosissimo pubblico affluito sul sito archeologico e condotta dallo stesso professor Villicich. Nell’ introdurre la visita il sindaco di Predappio, Roberto Canali, ha sottolineato come “ i risultati di questa  campagna di scavi 2025 sono gratificanti così come è gratificante la presenza di un numeroso che testimonia un grande  interesse per i ritrovamenti archeologici che continuano ad essere portati in luce.” Era presente anche il dr. Kevin Ferrari, funzionario della Soprintendenza competente per il territorio, che ha ribadito che “ la Soprintendenza a Fiumana c’è e sostiene l’ attività di ricerca in corso anche nell’ ottica della stabile fruizione e apertura ai visitatori di quest’ area archeologica.

La villa romana di Fiumana, già oggetto di scavi all’ inizio degli anni 60 del secolo scorso che riportarono alla luce parti produttive di una villa urbano-rustica del periodo augusteo e, più a sud di questo ritrovamento, un edificio quadrilobato, si è rivelato, grazie alle campagne di scavo in corso dal 2022, un sito straordinariamente complesso e di grande interesse. Infatti ciò che è emerso è stato l’ ulteriore ritrovamento dei resti di  una grande villa a padiglioni databile in età tardo antica, probabilmente il V secolo  e, novità confermata dalle ricerche di quest’ anno, un’ area termale che risulta essere una stratificazione di terme formata da strutture costruite in quattro epoche diverse: età repubblicana, età aurea dell’ impero romano, III secolo d.C. e, infine, V secolo. Questa sovrapposizione di strutture di epoche diverse che sta impegnando severamente gli archeologi nella lettura delle costruzioni e nella loro interpretazione, fa dello scavo di Fiumana “quasi un “unicum” nel panorama  archeologico italiano”, come afferma il professor Villicich. Tornando alla campagna 2025, sono stati riportati in luce una porzione dell’ area termale tardo antica con un ambiente absidato e un ingresso in pietra, confinante con uno spazio porticato probabilmente del III secolo d.C. A margine dei resti delle terme del V secolo è stata ritrovata anche una calcara, forse alto medievale, utilizzata per fabbricare calce dalla cottura dei marmi asportati dalle strutture romane oggetto di spoliazione quando il complesso della villa ormai giaceva in abbandono. Tra i ritrovamenti di particolare interesse da segnalare anche  una parte di ara votiva (III sec d.C.) e un frammento di iscrizione di età augustea.

Poco distante dalla zona termale è stato scoperto un ambiente di età romana riutilizzato come abitazione quando ormai il complesso della villa con le terme aveva perso la funzione per la quale era stato costruito. Nell’ ambiente che può essere stato abitato tra il VI e l’ VIII secolo è stato ritrovato un focolare e oggetti di uso domestico come pesi da telaio e un coltello. Ciò confermerebbe che l’ area è stata frequentata anche in età alto medievale.   In prossimità dell’ abitazione anche due tombe di bambini con un segnacolo devozionale che potrebbe indicare che si tratta di sepolture in ambito cristiano. 

Paolo Poponessi

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