di Franco D’Emilio

Le foto a corredo di questo articolo riguardano un documento di particolare interesse storico: riproducono la prima e la quarta pagina di un tema di pedagogia, titolato “Della classificazione”, svolto nel 1900, voto 9, dal diciassettene Benito Mussolini, allora frequentante il 3° anno, ovvero l’ultimo, della Regia Scuola Normale di Forlimpopoli per conseguire il titolo di maestro abilitato all’intero ciclo scolastico elementare.

Ecco come sono ridotti

 

Il testo in due pagine riporta, invece, la trascrizione dell’intero elaborato del giovane Benito che appare davvero dotato di una rigorosa preparazione culturale e di un’acuta maturità critica.

La Trascrizione

Questo documento, tanto importante sul piano biografico, è malamente conservato presso l’Archivio di Stato di Forlì nel fondo archivistico denominato Prefettura di Forlì, Gabinetto Riservato (1859-1923), b. n.104, fasc. n. 106/B.

Dopo essere stato lacerato nei primi anni del secondo dopoguerra dalla furia iconoclasta del “vincitore”, quindi stracciato in quattro parti, è stato successivamente ricomposto in modo maldestro con l’impiego di comune nastro adesivo trasparente, davvero nocivo per l’effetto del suo collante sulla carta.

Da almeno cinquanta anni il documento giace sulle scaffalature dell’Archivio di Stato di Forlì nelle deplorevoli condizioni, qui documentate, che certamente non rispondono ai migliori criteri di conservazione, della quale dichiara farsi carico l’amministrazione archivistica del Ministero per i beni culturali.

Non è ammissibile che in tanti anni il nostro dicastero della cultura, attraverso i vari direttori dell’Ufficio in questione, non abbia ritenuto opportuno assicurare meglio la conservazione e la trasmissione ai posteri di un documento tanto utile per conoscere il giovane Mussolini, poi destinato, bene o male che lo si possa giudicare, a divenire un importante protagonista della storia del ‘900.

Si tratta, in fondo, di un foglio protocollo su quattro facciate, la cui pulitura e restauro richiedono una spesa minima.

Trovo contradditorio che recentemente nella Romagna forlivese, da una parte, si discuta molto di Museo del  ‘900 o, addirittura, del Fascismo, e, dall’altra, sfugga, magari si eluda la conservazione di un documento così di rilievo per quel secolo e quel periodo storico.

Tutto ciò costituisce l’ennesimo esempio di incuria di un’amministrazione che meglio potrebbe appellarsi Ministero dei mali culturali, ma dovrebbe anche indurre qualche sindaco, qualche professore universitario, qualche generosa fondazione a riflettere come la trasmissione della memoria storica, oltrechè con i grandi, futuri progetti, possa assicurarsi con una piccola iniziativa, il restauro di un foglio protocollo. Appunto.

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