Seconda vittima italiana del Coronavirus: si tratta di una donna anziana residente a Casalpusterlengo, secondo quanto si apprende da fonti qualificate della cittadina del Lodigiano. Secondo quanto si apprende, la signora, ultrasettantenne, era debilitata da una polmonite e sarebbe stata in attesa dei risultati degli esami a cui era stata sottoposta.

La prima vittima è stata Adriano Trevisan, di 78 anni, è deceduto all’ospedale di Padova, dove era ricoverato insieme con un’altra persona positiva al virus. Ex titolare di una piccola impresa edile, Trevisan aveva tre figli, una delle quali, Vanessa, era stata sindaco di Vo’ Euganeo, di dove sono originari. L’uomo, ricoverato già da una decina di giorni per precedenti patologie, è morto all’ospedale di Schiavonia (Padova). “Non c’è stato neppure il tempo per poterlo trasferire”, ha detto il governatore Zaia.

“I cittadini sono allarmati e preoccupati e noi cerchiamo di dare tutti le informazioni necessarie. Raccomandiamo di seguire tutte le indicazioni delle autorità per superare questa crisi”. Lo afferma il sindaco di Casalpusterlengo, Elia Delmiglio, contattato dall’Adnkronos. “Ci siamo attivati per far arrivare con i nostri canali tutti i messaggi del caso. Abbiamo attivato una macchina a 360 gradi”. Il sindaco spiega che l’amministrazione non è ancora stata ufficialmente informata del decesso della donna. Alla popolazione il sindaco raccomanda di “non uscire di casa se non per cause di stretta necessità, di non andare a lavorare e se si dovessero accusare dei sintomi influenzali di contattare subito le autorità preposte, di utilizzare la mascherina, lavarsi spesso le mani ed evitare i luoghi affollati”.

Soltanto ieri la prima vittima in Italia: si tratta di Adriano Trevisan, un pensionato padovano di 78 anni, originario di Monselice e che viveva a Vo’ Euganeo. A quanto apprende l’Adnkronos, è morto venerdì sera poco dopo le 22.45. L’uomo era in terapia intensiva in condizioni critiche ed è deceduto all’ospedale di Schiavonia. Di oggi, invece, la notizia di un nuovo caso positivo registrato in Veneto, a Dolo nel veneziano. La positività è stata confermata dal Centro regionale di Padova. I campioni sono stati inviato all’Istituto superiore di sanità di Roma. A confermarlo la regione Veneto. Si tratta di un 67enne ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Padova.
Sono intanto “stabili”, come già ieri sera, le condizioni del 38enne ricoverato a Codogno. Per il ‘caso indice’, colpito da Covid-19 in forma grave, resta confermata l’intenzione di un trasferimento all’ospedale Sacco di Milano quando il quadro clinico lo permetterà.

A quanto apprende l’Adnkronos, inoltre, ieri sarebbe stato individuato un caso di coronavirus presso l’Ospedale Civile di Cremona. Si tratterebbe di un paziente ricoverato da 5 giorni nel reparto di pneumologia. Salgono così a 18 i casi accertati in Italia, due in Veneto – con il primo decesso nel nostro Paese – e 16 in Lombardia. L’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera ha spiegato che sono risultati positivi “cinque operatori sanitari dell’Ospedale di Codogno e tre pazienti”.

“ALTRI 7 CASI IN VENETO” – “Confermo che abbiamo altri 7 casi positivi tutti a Vo’ Euganeo di cui due famigliari del signor Trevisan: la moglie e la figlia. Stiamo continuando con le verifiche dei contatti più ravvicinati che hanno avuto i contagiati. Resta il fatto che stiamo parlando di un virus che ha una bassa letalità. Purtroppo la letalità ce l’ha nelle persone che hanno già altre patologie”. Lo ha detto il governatore del Veneto Luca Zaia a margine del vertice sull’emergenza coronavirus in corso alla sede della protezione civile di Marghera.

POSITIVA 82ENNE DI CODOGNO – All’ospedale di Piacenza è risultata positiva al tampone per accertare la presenza del coronavirus una donna 82enne, residente a Codogno. L’anziana lombarda si era recata ieri presso l’ospedale piacentino, ed è stata ricoverata nel Reparto Malattie infettive. Immediatamente, da parte dell’ospedale piacentino, sono partiti tutti i controlli interni. Negativo, invece, il test effettuato su un altro paziente, mentre si è in attesa degli esiti di altri due tamponi, tra i quali quello relativo all’infermiere piacentino che lavora al triage dell’ospedale di Codogno, che ha avuto contatto diretto con il paziente 1, accompagnato nella notte in ospedale a Piacenza per febbre e tosse.

COPPIA MEDICI POSITIVA – Una coppia di medici di Pieve Porto Morone tra i 27 malati lombardi. Il Coronavirus ha contagiato due pavesi: un medico di famiglia che esercita a Pieve Porto Morone e Chignolo Po, e la moglie pediatra. Sono ricoverati nel reparto di malattie infettive del San Matteo di Pavia. Sono risultati positivi ai test fatti prima a casa, a Pieve Porto Morone, e poi ripetuti al San Matteo. Lo riferisce la ‘Provincia Pavese’. Fanno parte dei 27 pazienti lombardi risultati positivi ai test del Corovinarus, a cui vanno aggiunti i tre residenti in Veneto, uno dei quali è morto. Oltre a questi ci sono centinaia di persone che hanno avuto contatti diretti con i contagiati e che sono in attesa di conoscere i risultati dei test.

VERTICE PROTEZIONE CIVILE – E’ in corso, nella sede del Dipartimento della Protezione civile di via Vitorchiano a Roma, la riunione del Comitato operativo per affrontare l’emergenza coronavirus. Oltre al Capo del Dipartimento e Commissario per l’emergenza, Angelo Borrelli, partecipa al tavolo il ministro della Salute Roberto Speranza. Coinvolte a distanza anche le Regioni al momento più interessate dai casi di contagio e al centro delle principali misure adottate: a quanto si apprende in collegamento sono intervenuti il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, il governatore della Lombardia Attilio Fontana oltre a rappresentanti dell’Emilia Romagna. Alle 12 è arrivato al Comitato operativo il presidente del consiglio Giuseppe Conte.

“Nell’ambito delle attività messe in campo per fronteggiare l’emergenza Coronavirus, la collaborazione dei cittadini è fondamentale”, sottolinea il Dipartimento della Protezione civile invitando “pertanto la popolazione a recarsi nelle strutture sanitarie e ad utilizzare i numeri di emergenza solo se strettamente necessario”.

IL VIROLOGO – “E’ un po’ un paradosso: il fatto di avere già 25 casi in Lombardia e 3 in Veneto, ma si tratta di numeri fluidi, in realtà è spia della stringente azione di screening. La velocità di aumento di casi di nuovo coronavirus è dunque segnale dell’azione di individuazione messa in campo dalla sanità italiana”. A dirlo all’Adnkronos Salute è il virologo dell’Università di Milano, Fabrizio Pregliasco. “Stiamo dimostrando una capacità di filtro, a differenza di quanto accaduto nei primi tempi in Cina. E a Codogno quello che ha creato problemi è stato l’arrivo del paziente in pronto soccorso. Penso però – aggiunge – che dovremo abituarci a convivere con il nuovo coronavirus, come una delle cause di polmonite. Ora però è il momento di intervenire con l’operazione di spegnimento. Le misure adottate a livello locale – conclude – sono necessarie. Per spegnere un incendio occorre agire nell’immediatezza”.

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