Sabato mattina. Gatteo a Mare. Lungomare. A un tiro di schioppo dalla spiaggia.

GRAN SACERDOTE – Davanti al rinnovatissimo Bar Locos si ritrovano i vecchi chiavatori del posto. Le bellone del paese. Un paio di juventini ancora scossi per l’eliminazione dalla Champions (poveretti…). I ‘soliti’ pseudo-politici capaci di sfoderare solo delle gran ‘patacate’ al gusto di…sinistra (poveretti pure loro, ehm ehm…). C’è anche l’inossidabile Raul Casadei, un mito vivente: il Gran Sacerdote del Liscio passa veloce in bicicletta e saluta. Poi ci sono…loro. Soprattutto Loro. Sì, Loro. Che, incuranti del sole, dipingono. Colorano…panchine. Con dedizione. Con amore. Con passione.

PADRONE DI CASA – Tre ragazze (Emanuela Tonielli,  Mara Pellegrino e Monica Montemaggi), un ragazzo (Andrea Borioni) e un mostro sacro della pittura (Romano Buratti): eccolo l’inedito pokerissimo che in queste ore ha ridato nuova vita alle panchine della centralissima Piazza Romagna Mia di Gatteo a Mare. Piazza conosciuta (anche) per il monumento dedicato allo zio di Raul e all’inno ‘nazionale’ di Romagna. Nove le panchine prese di mira da questi fantastici artisti di…strada. Tutte belle, tutte da applausi, le loro creazioni. Anche se, quelle dedicate al ‘padrone di casa’ Secondo Casadei e a Federico Fellini, meritano una menzione particolare.

SOLO PER L’ARTE – Per il loro lavoro non hanno preso un euro, questi cinque bravissimi artisti. “Lo abbiamo fatto perché amiamo l’arte e anche perché vogliamo rendere ancora più bello il nostro paese”: spiega la biondissima (e stanchissima) Emanuele Tonielli. Chapeau! Bella iniziativa, questa. Davvero. Iniziativa resa possibile (anche) grazie ai prodotti messi a disposizione dall’Oikos, sponsor dell’evento assieme all’Osteria di Purèt di Villamarina e a Gatteo Mare Summer Village.

PIU’ ACCOGLIENTE – Viva i Ragazzi (e le ragazze…) della Panchina, dunque. Grazie a loro, da oggi, la ‘casa’ di Secondo Casadei in quel di Gatteo a Mare è ancora più accogliente. E profuma (ancora) più di Romagna. Sento la nostalgia d’un passato, ove la mamma mia ho lasciato…

Flavio Bertozzi

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