In seguito a denuncia-querela presentata da una donna alla Questura di Ravenna, che addebitava all’ex marito ripetute minacce e percosse nei suoi confronti, gli investigatori della Squadra Mobile della Questura hanno individuato e raccolto concrete e inequivocabili fonti di prova nei confronti di D.N., ravennate di 36 anni, che hanno determinato il Pubblico Ministero che ha coordinato l’indagine, Cristina D’Aniello, a richiedere al Giudice per le Indagini Preliminari l’emissione della misura cautelare degli arresti domiciliari.

La donna con la sua denuncia ha ripercorso gli anni della convivenza con l’uomo contraddistinti dalle frizioni originate dalla gestione del figlio e dalle ripetute minacce e percosse che, una volta riscontrate dagli investigatori, hanno consentito al Pubblico Ministero di indagare l’uomo anche per il reato di maltrattamenti in famiglia.

La misura restrittiva è stata immediatamente eseguita dai poliziotti della Mobile che, in esecuzione del provvedimento cautelare emesso dal G.I.P., hanno ristretto l’indagato presso una idonea struttura ospedaliera in ragione del fatto che D.N. ha manifestato un evidente disagio personale.

In seguito all’interrogatorio di garanzia, nel corso del quale D.N. si è avvalso della facoltà di non rispondere, il G.I.P. Piervittorio Farinella ha disposto, accogliendo la richiesta dell’avvocato difensore, che l’uomo venisse trasferito agli arresti domiciliati presso la propria abitazione.

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