Qualche tempo il Commissariato di Faenza ha appreso che un uomo italiano, residente a Faenza, aveva chiesto di sposarsi con una cittadina marocchina 20enne ma lo stesso, poco tempo prima, aveva presentato le pratiche per sposarsi con un’altra persona, anche se poi il matrimonio non era andato in porto.

A seguito di questa segnalazione personale dell’Ufficio Anticrimine del Commissariato di Faenza ha acquisito presso gli uffici comunali le informazioni utili ad identificare l’uomo che aveva presentato le pratiche e la sua futura sposa, una ragazza marocchina di vent’anni, provvista del nulla osta delle Autorità Marocchine, al fine di poter celebrare il matrimonio, fissato per il giorno 16.07.18 presso il Municipio di Faenza, per il quale erano già state affisse le previste pubblicazioni.

Da successivi accertamenti effettuati emergeva che l’italiano, T.M., 41enne originario di Napoli, risultava risiedere a Faenza unitamente a una donna italiana e che qualche anno prima, presso il Comune di Napoli, aveva contratto matrimonio con una cittadina di origine cinese, poi sciolto alcuni mesi dopo.

Da ulteriori approfondimenti investigativi sono poi emersi a carico del 41enne numerosi precedenti di Polizia, tra cui quello di favoreggiamento all’immigrazione clandestina commessa in concorso con altre persone, oltre a furto, sequestro di persona, false dichiarazioni a Pubblico Ufficiale, lesioni personali e altro. I poliziotti accertavano inoltre l’identità della persona con la quale all’inizio dell’anno aveva deciso di convolare a nozze senza poi celebrarle.

Dopo una solerte ed efficace attività investigativa, al Commissariato di Faenza sono riusciti ad identificare tutti i protagonisti di questo tentato matrimonio combinato, tra i quali anche la madre della ragazza, una cittadina marocchina residente a Brisighella, regolare sul territorio nazionale, che aveva ben pensato di “regolarizzare” la figlia attraverso questo “escamotage”.

T.M., più volte sentito dai poliziotti, alla fine ha deciso di “confessare” e ha raccontato che, per problemi economici, si era indotto a percorrere la strada del “matrimonio combinato” ricavandone in cambio notevoli benefici economici da parte dei famigliari della ragazza. La “sposa”, ragazza marocchina che non parla la lingua italiana e si trova in Italia già dallo scorso marzo in condizioni di irregolarità, è stata indagata poiché appunto irregolare sul territorio nazionale; una volta che gli investigatori hanno appurato la dinamica del tentativo di matrimonio combinato con vantaggio economico per lo sposo e conseguente “vantaggio” per la sposa di regolarizzarsi subito sul territorio nazionale, anche T.M, la “sposa” H.S. e la madre si lei, E.J.A., sono stati denunciarti a piede libero per il reato di tentato favoreggiamento alla permanenza nel Territorio Nazionale di straniero irregolare.

Sono tutt’ora in corso ulteriori approfondimenti investigativi al fine di accertare il coinvolgimento di altre persone che avrebbero avuto un ruolo attivo nel favorire questo falso matrimonio.

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