Il presidente della Fieg Andrea Riffeser Monti, in relazione alle dichiarazioni del vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, rigetta con forza l’affermazione che gli editori abbiano le “mani in pasta ovunque nelle concessioni di Stato” e ribadisce la pronta ed immediata disponibilità a un serio confronto in Parlamento con tutte le forze politiche per analizzare e discutere il futuro della carta stampata.
Come ufficialmente sostenuto anche dal sottosegretario con delega all’Editoria, Vito Crimi, è necessario traghettare il settore per i prossimi dieci anni. “Mi auguro – ha ribadito Riffeser – che si ricerchi nel Parlamento la massima condivisione sulla riforma in modo da dare certezze alle imprese, considerando il ruolo fondamentale della stampa e del lavoro dei giornalisti che richiede, sempre più, adeguate risorse e mezzi. Resta prioritario poter continuare ad informare i cittadini nella maniera più obiettiva, potendo disporre di aziende sane e libere da condizionamenti, tutelando gli oltre 60.000 addetti di tutta la filiera dell’informazione”.
La Fieg si trova davanti ad un crollo continuo della carta stampata. Si tratta di un trend negativo delle vendite che si riflettono ovviamente nei conti delle aziende confermato anche dai dati del mese di luglio.
Questo il quadro complessivo dei giornali a diffusione nazionale a luglio:
Il Corriere della Sera: 2018, 205.927 – 2017, 210.622
La Repubblica: 2018, 158.025 – 2017, 179.249
La Stampa: 2018, 111.475 – 2017, 129.026
Il Resto del Carlino: 2018, 92.270 – 2017, 99.301
Il Giornale: 2018, 50.309 – 2017, 57.668
Il Sole 24 Ore: 2018, 45.125 – 2017, 50.591
Il Fatto Quotidiano: 2018, 34.761 – 2017, 36.205
Italia Oggi: 2018, 21.666 – 2017, 27.242
Libero: 2018, 26.960 – 2017, 25.267
Avvenire: 2018, 21.098 – 2017, 19.876
Il Manifesto: 2018, 8.429 – 2017, 7.807
La Verità: 2018, 21.314 – 2017, 21.887




















