Maria Angela Di Trapani era alla guida del mandamento mafioso palermitano di Resuttana. Aveva un compito preciso, quello di rifondare Cosa Nostra. Maria Angela Di Trapani, figlia di un capomafia e moglie dello storico boss Salvino Madonia, è stata arrestata. Molti padrini sono morti, vedi Totò Riina, o sono troppo anziani, oppure sono in carcere, come suo marito, Salvino Madonia, il killer di Libero Grassi. E, dunque, era lei a dover prendere le redini degli affari di mafia nel mandamento di Resuttana, nel centro di Palermo. Appena uscita dal carcere, due anni fa, si è messa in moto. Figlia e moglie di mafiosi, maria Angela si è guadagnata subito il rispetto degli altri boss. La chiamano ‘la padrona’, senza timore, discute e si fa rispettare, ‘come un uomo’.
E’ lei il tramite delle comunicazioni in carcere con i detenuti al 41 bis. Lei che coordina le relazioni che contano nell’organizzazione, – in un contesto territoriale di estorsioni a tappeto in cui quasi tutti pagano e di imprenditori contigui – è lei che gestisce il tesoro del mandamento, la voce che dà il via libera della famiglia alle nomine dei vertici dei clan. Sul campo, spietata e dura, si guadagna l’autorità del boss, tanto da far sì che i vertici di Cosa Nostra immaginassero per lei un futuro alla guida dell’organizzazione mafiosa. E’ inoltre emerso ancora come Cosa nostra, per quanto depotenziata dai risultati investigativi e giudiziari, dimostri la sua perdurante capacità di avvalersi della forza di intimidazione e del vincolo associativo per costringere i commercianti ad accettare l’imposizione del pizzo.




















