Il Comune di Cervia ricorda i martiri delle Fobie con una serie di appuntamenti dal 2 al 12 febbraio che si aprono con l’inaugurazione della mostra d’arte “Come vorrei essere un albero” di Giampiero Maldini, Luciano Medri, Claudio Irmi, a cura dell’Associazione culturale “Menocchio”, allestita nella Sala Rubicone, alle ore 16.30. La mostra rimarrà aperta fino al 13 febbraio tutti i giorni dalle ore 16.00 alle ore 18.00.
Dal 5 febbraio al 15 febbraio invece, alla Biblioteca Comunale, ci sarà la mostra “I Martiri delle Foibe e le vittime dell’esodo istriano”, con i libri dedicati alle Foibe e alle vittime dell’esodo istriano, rivolta alle scuole di Cervia,
organizzata dalla Biblioteca comunale. La visita alla mostra prevede anche letture di testi, a cura del personale della Biblioteca. Prenotazioni: Biblioteca comunale tel. 0544-979384 – 979386.
Il 10 febbraio la celebrazione del Giorno del Ricordo con alle ore 11 la deposizione della corona al Parco pubblico “Martiri delle Fobie, in fondo a via Pegaso. Il 12 febbraio, al Teatro Comunale, alle ore 21, “Come vorrei essere un albero”. Per ricordare con canzoni e musiche di Sergio Endrigo, interpretate da Stefano Sammarchi e Coro Ruben. Direttrice artistica Bettina Della Maggiore. A cura dell’Associazione culturale “Menocchio”.
“La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale “Giorno del ricordo” al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. Nella giornata […] sono previste iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado. E’ altresì favorita, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende. Tali
iniziative sono, inoltre, volte a valorizzare il patrimonio culturale, storico, letterario e artistico degli italiani dell’Istria, di Fiume e delle coste dalmate, in particolare ponendo in rilievo il contributo degli stessi, negli anni trascorsi e negli anni presenti, allo sviluppo sociale e culturale del territorio della costa nord-orientale adriatica ed altresì a preservare le tradizioni delle comunità istriano-dalmate residenti nel territorio nazionale e all’estero”.
Legge n. 92 del 30 marzo 2004.








