Bruno Ganz, attore svizzero, è morto oggi all’età di 77 anni. Figlio di madre italiana e di un operaio svizzero, Ganz debuttò al cinema nei primi anni ’70.
In oltre 50 anni di carriera, Ganz ha lavorato per il cinema e la televisione, collaborando con registi come Wim Wenders, che lo diresse in L’amico americano (1977), Il cielo sopra Berlino (1987) e Così lontano così vicino (1993).

Diventato molto conosciuto a livello internazionale nel 2004 quando interpretò il ruolo di Hitler nel film La caduta (2004) sugli ultimi giorni del dittatore nazista nel suo bunker a Berlino. Per la sua interpretazione fu nominato agli Oscar come migliore attore. Nel 2000, Ganz vinse il David di Donatello, come attore protagonista nel film “Pane e tulipani”.

Tra le sue tante interpretazioni ci sono “Lumière, scene di un’amicizia fra donne” di Jeanne Moreau e, soprattutto, “La Marchesa von…” diretto da Eric Rohmer nel 1976. Nel 1978 interpreta l’agente immobiliare Jonathan Harker nella celebre rivisitazione di Nosferatu, “Il principe della notte” di Werner Herzog.

Nel 2010 è Tiziano Terzani in “La fine è il mio inizio” diretto da Jo Baier e tratto dall’omonimo libro postumo del giornalista e scrittore fiorentino e nello stesso anno riceve l’European Film Academy Lifetime Achievement Award. Nel 2011 Bruno Ganz riceve il Pardo alla carriera al Festival del cinema di Locarno. Nel 2014 è al festival di Berlino con “In ordine di sparizione” diretto da Hans Petter Moland. Tra i suoi ultimi film “Heidi” (2015) di Alain Gsponer, “The Party” (2017) di Sally Potter e “La casa di Jack” (The House That Jack Built) diretto da Lars von Trier con Matt Dillon.

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