Nell’ambito dell’iniziativa “Pomeriggi dell’Orso” sarà presentato a Roma il libro “Detective” dello scrittore Ugo Amati. L’appuntamento è per venerdì 13 giugno alle 16 nella Sala dei Cherubini a Palazzo Passarini Falletti in via Panisperna 207, con ingresso libero.

Ugo Amati è vissuto a lungo in Francia e lavorato presso la clinica La Borde diretta da Jean Oury.
Psichiatra, psicanalista, è autore di numerose opere sui processi della creazione estetica e sullo spazio della follia; alcune di esse sono state tradotte e pubblicate all’estero. Vive e lavora tra Roma e Sant’Arcangelo di Romagna.
Tra le sue opere: Lo spazio della follia (Bertani, Verona 1974), L’uomo e le sue pulsioni (Melusina, Roma 1994), Arte, terapia e processi creativi (Borla, Roma 1996), Freud e Lacan a Roma(Borla, Roma 1977), L’anoressia dello spazio (Borla, Roma 1999), Gnosi e psicanalisi (Borla, Roma 2002), La psichiatria negata (Borla, Roma 2003), La pulsione di Orfeo(Borla, Roma 2004), Se Freud si fosse fermato a Rimini(Alpes, Roma 2006), La luce. Dialogo tra uno psichiatra e un pittore (Il Veliero, Pesaro 2007), Lacan nella cripta dei cappuccini (Alpes, Roma 2007), L’incantesimo della creazione (Alpes, Roma 2008), La psichiatria in trincea(Alpes, Roma 2009), Da Berlino (Tabula fati, Chieti 2015), La psicanalici del calcio (Tabula fati, Chieti 2015).
Ha pubblicato i romanzi: Buio a Stromboli (Tabula Fati, Chieti 2007), Affinità assassine (Solfanelli, Chieti 20082), Paraguai (Tabula fati, Chieti 2011), Il teorema di Gödel(Tabula fati, Chieti 2013), L’avvicendamento (Tabula fati, Chieti 2014). Sul divano con Luca (Solfanelli, Chieti 2017) raccoglie i romanzi Affinità assassine, Paraguai, Il teorema di Gödel e L’avvicendamento.

IL LIBRO : Luca Anselmi, un detective in analisi con uno psicoanalista freudiano ortodosso, ha abbandonato l’insegnamento della filosofia per dedicarsi a questa nuova attività. Nell’affrontare il caso di un famoso calciatore paraguaiano trovato morto in un albergo in Austria, si serve di un armamentario concettuale mutuato dalla sua esperienza analitica individuale e da alcune letture che lo proiettano in territorio lacaniano, un campo ignoto al suo analista. Le due investigazioni si intrecciano e concorreranno a modificare sia l’andamento dell’analisi, sia la strategia investigativa. Apparentemente l’intreccio é insufficiente per risolvere il caso, ma costituisce un bagaglio concettuale di tutto rispetto. Sarà questa, d’ora in poi, la valigetta degli attrezzi del detective, un bauletto con dei “punti fermi”che Luca Anselmi raccoglie e trascrive come se si trattasse di un manuale pratico e teorico da cui non può prescindere.

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