Qui tutto mi sembra un idillio, l’uomo si sente come nella capitale del mondo. Così scriveva Richard Wagner nel 1880, durante il suo soggiorno napoletano a Villa Doria d’Angri, sulla collina di Posillipo, uno degli oltre 1.100 luoghi aperti nelle Giornate FAI di Primavera, alla 27ª edizione, in programma sabato 23 e domenica 24 marzo 2019 in 430 città italiane. Luoghi con storie straordinarie, solitamente inaccessibili o poco conosciuti e valorizzati: non solo dimore nobiliari, ma anche castelli, campanili, aree archeologiche, navi, antichi ospedali, luoghi di ricerca e di sport, musei particolari, borghi custodi di tradizioni locali e molto altro, che si sveleranno al pubblico in via eccezionale.

Così si rinnova nel 2019 l’“impresa” delle Giornate FAI di Primavera, che richiamano e uniscono migliaia di persone nel segno dell’amore per il patrimonio artistico, architettonico e paesaggistico italiano. Non solo: questa grande manifestazione è un evento di raccolta fondi, un’occasione per contribuire alla missione della Fondazione. Per questo, all’accesso di ogni luogo aperto, verrà chiesto ai visitatori un contributo di 3 euro: i preziosi fondi raccolti saranno destinati al sostegno delle attività istituzionali del FAI. Il FAI – Gruppo di Imola, anche per questa 27ª edizione, ha organizzato l’apertura di 5 luoghi di grande importanza per la città di Imola che differenziano notevolmente l’offerta di promozione culturale.

Rocca sforzesca

La Rocca sforzesca, splendido esempio di architettura della guerra è il primo degli appuntamenti che ci permette di ricordare anche la figura di Leonardo da Vinci, di cui quest’anno ricorre il 500° anniversario della morte e che fu a Imola nel 1502 al seguito di Cesare Borgia, proprio per studiare le fortificazioni della città, Rocca compresa. Fondata nel XIII secolo la Rocca ne conserva il portale con arco a sesto acuto, il mastio con le segrete, i suggestivi ambienti a piano terra e il terrazzo da cui la vista spazia su tutta la città e le vicine colline.

La Rocca venne adeguata alle moderne esigenze di difesa dalle armi da fuoco, negli anni tra il 1472 e il 1484, per volere degli Sforza. Vennero così costruiti rivellini, torrioni angolari circolari e anche ambienti residenziali, come il Palazzetto del Paradiso, prima di essere destinata a prevalente uso carcerario tra XVI e XX secolo. Riaperta al pubblico nel 1973, conserva all’interno collezioni di ceramiche e armi.

Palazzo Tozzoni

Il Settecento, ricco di testimonianza significative, ha in Palazzo Tozzoni, lo scrigno che conserva ambienti abitativi che arrivano a noi quasi inalterati. Venne realizzato per volere dei conti Tozzoni tra il 1726 e il 1738, secondo il linguaggio architettonico del Seicento e Settecento bolognese; mediante l’ampio scalone d’ingresso sul quale spiccano le statue in stucco di Francesco Janssens, accompagnate nella decorazione dagli stucchi del ticinese Giovan Battista Verda, si accede al salone del piano nobile. Qui possono essere visitati due appartamenti: quello cosiddetto Barocchetto costruito tra 1736 e 1738 e quello Impero. Prezioso è l’archivio di famiglia, dove si conservano i documenti relativi all’attività del palazzo tra la fine del 1400 e gli anni Settanta del secolo scorso.

Palazzo Vacchi Suzzi

Palazzo Vacchi Suzzi è invece uno dei palazzi più significativi dell’Ottocento. Antonio Vacchi Suzzi affidò il progetto all’architetto Cesare Costa di Modena. Terminato nel 1884, vide il coinvolgimento di numerosi artisti e artigiani, soprattutto bolognesi. Nella facciata del palazzo pregevoli pannelli decorati in marmo, dedicati all’agricoltura, alla caccia e alla pesca e busti in marmo raffiguranti personalità importanti delle famiglie Vacchi e Suzzi. Nell’androne, la pregevole cancellata in ferro oltrepassata la quale si può accedere, tramite un ampio scalone, al piano nobile, decorato soprattutto nelle sale di rappresentanza. Pregevoli sala da pranzo con vetrate decorate, la sala da bagno con la vasca e l’ampio corridoio a loggiato con decorazione a raffaellesche.

Complesso del Sante Zennaro

Il grande complesso del “Sante Zennaro” è un luogo da scoprire. Realizzato dalla Provincia di Bologna negli anni Sessanta come “Istituto Medico Psicopedagogico” poi dedicato alla memoria di Sante Zennaro per collocarvi i bambini con malattie psichiche e intraprendere con loro un percorso riabilitativo. Realizzato mediante un concorso nazionale tra Ingegneri e Architetti mediante il quale venne richiesto il progetto di un complesso a padiglioni da inserirsi in un’ampia area a verde. Dopo anni dedicati alla fase progettuale, nel 1967 iniziarono i lavori che terminarono nel 1970. All’interno dell’ampio parco, furono collocate alcune sculture gioco selezionate tramite concorso tra importanti artisti nazionali. Alcune di queste opere, sono state recentemente oggetto di restauro.

Archivio storico

L’Archivio Storico Scolastico Istituto Comprensivo 2, noto come “Archivio Carducci”, è situato nel complesso scolastico “Carducci” ed ospita diversi fondi risalenti al periodo tra il 1863 e il 1990; alcuni di essi sono stati acquisiti dopo la soppressione degli enti che li avevano generati. È costituito da registri, carteggi, contabilità, posizione di docenti, fotografie. L’Archivio, per molti anni trascurato e disperso in numerosi locali dell’IC2, dal 2007 è al centro di un progetto di recupero nato dalla volontà di un gruppo di insegnanti della Scuola Primaria e di quella Secondaria di Primo Grado e sostenuto attivamente dall’Amministrazione Comunale e dalla Fondazione della Cassa di Risparmio.

Il FAI – Gruppo di Imola ringrazia: Comune di Imola, Musei Civici, I.C.2, I.C.5, C.I.O.F.S., Confartigianato, famiglia Vacchi-Suzzi, Associazione PerLedonne, Associazione Segni del Moderno, Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, Ditte Camst e Gemos.

Un ringraziamento particolare ai volontari che con il loro lavoro e collaborazione rendono possibile l’evento. I visitatori potranno avvalersi anche quest’anno di guide d’eccezione: saranno, infatti, in tutta Italia, oltre 40.000 gli Apprendisti Ciceroni®, giovani studenti che illustreranno aspetti storici e artistici dei monumenti. Un ringraziamento quindi ai giovani studenti del Polo Liceale Imolese “Rambaldi Valeriani”-”Alessandro da Imola” Liceo Linguistico, Liceo delle Scienze Umane; dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Francesco Alberghetti”, Liceo Scientifico: Scienze Applicate; ai piccoli Apprendisti Ciceroni® con i loro genitori del “Sante Zennaro” I.C.5, delle “Carducci” I.C.2 e agli Apprendisti Ciceroni® del C.I.O.F.S.- FP/ER. Infine si ringraziano l’Associazione genitori Sante Zennaro IC5 e l’Associazione genitori Innocenzo da Imola IC2.

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