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A14, assalto al portavalori nel Cesenate: otto indagati

I banditi avevano incendiato tre auto dopo averle intraversate sulla carreggiata nord dell’A14 nel Cesenate, bloccando il furgone portavalori.

Con un flessibile erano riusciti ad aprirlo e a vincere la resistenza delle due guardie giurate dentro la parte posteriore del mezzo e a portare via un bottino imprecisato. Spararano colpi di kalashnikov. Per fuggire rubarono una Volvo a un automobilista. Non ci furono feriti. Era il 15 maggio del 2016, tardo pomeriggio. In autostrada era un inferno nei pressi del casello del Rubicone

Ora la banda è stata individuata. Tutti Foggiani della zona di Cerignola. Otto gli indagati. Quattro di questi si trovavano già in carcere in quanto arrestati il 30 agosto 2017 insieme ad altri 4 rapinatori, perché ritenuti responsabili di un altro assalto ai portavalori avvenuta a Pisa il 30 settembre 2016.

Una banda accusata di altri due colpi. Agivano sempre allo stesso modo: blocco del furgone portavalori con lancio di chiodi a tre punte, svuotato dopo il taglio del tettino, raffiche di kalashnikov, auto incendiate e poi fuga.

Un vero e proprio commando militare eseguì l’assalto di un portavalori della Fitist il 30 settembre 2015 sull’A14 tra i caselli di Ancona sud e Loreto che frutto un bottino di 4,7 milioni di euro. La Squadra Mobile di Ancona, guidata da Carlo Pinto, ha individuato gli otto presunti responsabili – quattro erano già in carcere – accusati di associazione per delinquere finalizzata a rapina, tentato omicidio di guardie giurate, ricettazione e detenzione di armi da guerra.

Il pm Irene Bilotta ha disposto otto perquisizioni domiciliari nei confronti di persone di Cerignola (Foggia), ritenute esecutrici materiali del colpo. Gli indagati, secondo l’accusa, sarebbero responsabili anche della rapine commesse a Fasano (Brindisi) l’8 febbraio 2016 e come detto a Forlì il 15 maggio del 2016. Le tre rapine fruttarono ai rapinatori circa 10 milioni di euro.

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