La musica è finita. Gli amici se ne vanno. Si sono spente le luci su Sanremo, dunque. Ma, al contempo, si sono spente  pure le luci sul ‘vero’ Cesena.
LA GRANDE PAURA – Il Cesena frizzante e sbarazzino visto all’Euganeo una settimana fa? Pare – sigh – già una cartolina ingiallita dal tempo, se messo al cospetto di quello triste e moscio visto all’opera contro Fermana (mercoledì scorso) e Vis Pesaro (oggi). Ecco, parliamone pure di questo capitombolo interno con  la Vis. Un capitombolo meritato. Meritatissimo. Un capitombolo che, una volta per tutte, conferma che questo Cesena non può puntare al podio del girone. E che, cosa più grave, l’accesso ai play-off (anche con 3 gare da recuperare) per la band di Viali tutto è tranne che sicuro.
SBADIGLI E LEGNI – Succede davvero pochissimo al Manuzzi, nei primi 45’. Il super-incerottato Cesena (otto assenze, alcune delle quali pesantissime: Ardizzone, Munari, Tonetto, Capanni, Borello, Maddaloni, Di Gennaro, Zecca) prova a fare la partita. Ma la Vis Pesaro si conferma squadra rognosa, che bada al sodo, che lascia pochi spazi liberi. Si vive di lampi isolati, isolatissimi. Non mancano gli sbadigli. Anche se, alla mezz’ora, Petermann dai venticinque metri colpisce un palo clamoroso che fa letteralmente vedere i sorci verdi ai marchigiani.
MAGIA IMPROVVISA – La ripresa si apre con il forcing ospite. Il Cesena pare in apnea. In confusione. E, al 50’, va sotto. Petermann, fino a quel momento il migliore dei suoi, regala goffamente alla Vis Pesaro un’invitante punizione dal limite dall’area. Punizione che l’ispirato Di Paola trasforma divinamente. I bianconeri, sei minuti dopo, sempre su calcio piazzato, sfiorano il pari con Russini. Ora la gara è più intrigante. Più interessante. Anche se, certi fraseggi dei locali, fanno (quasi) più tenerezza degli abiti pacchiani sfoggiati da Orietta Berti a Sanremo.
SULLA FASCIA – Al 65’, l’incerto signor Emmanuele di Pisa, annulla per (dubbio) fuorigioco un gol di Bortolussi. Chi si aspetta un forcing finale di Sorrentino e soci rimane però deluso. Perché il Cesena ha poca birra nel motore. Perché i cambi (compreso il rientrante Caturano) non riescono a dare linfa vitale al Cavalluccio. Perché manca la sana cattiveria e la freschezza dei giorni migliori. Anzi, a una manciata di minuti dal gong finale, arriva pure il raddoppio ospite. Targato Nava. La musica (a Cesena) è finita, dunque. Almeno per ora. Gli amici se ne vanno. Anche se, nell’aria, risuona l’ultimo successo degli Extraliscio. Ecco, a questo Cesena, sulla fascia, servirebbe uno come il Moreno il Biondo. Che se hai Moreno sulla fascia, col cazzo che perdi con Fermana e Vis Pesaro.
Flavio Bertozzi
CESENA-VIS PESARO 0-2
CESENA (4-3-3): Nardi 5; Zappella 5, Ricci 6,5, Ciofi 5,5, Longo 6 (16′ st Favale 5,5), Collocolo 5, Petermann 4,5, Steffè 5 (33′ st Capellini sv); Russini 5 (16′ st Caturano 5,5), Sorrentino 6, Bortolussi 6. A disp.: Benedettini, Fabbri, Gonnelli, Lepri, Nanni. All.: Viali 5.
VIS PESARO (3-5-2): Bertinato 6; Stramaccioni 6 (23′ st Brignani 6), Ferrani 6, Di Sabatino 6,5; Carissoni 7, Ejjaki 5,5 (45′ pt Tessiore 5,5), Di Paola 7, Gelonese 6, Nava 7; Gucci 6 (36′ st Tassi sv), Cannavò 6. A disp.: Ndiaye, Bastianello, Benedetti, Germinale, Pannitteri, D’Eramo. All.: Di Donato 7.
ARBITRO: Emmanuele di Pisa 5.
RETI: Di Paola 3′ st, Nava 41’ st
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