Non cala la tensione per BCC romagnolo, l’istituto di credito con sede a Cesena che è stato oggetto negli ultimi mesi di rilevanti problematiche gestionali che hanno portato la Banca cesenate ad essere classificata in “Gestione Controllata” da parte del Capogruppo ICCREA.

Dopo un tormentato rinnovo degli organi sociali, che ha visto di fatto una conferma della maggioranza dei consiglieri già in carica nonostante le rilevanti problematiche sorte durante il loto mandato, la Banca si trova oggi ad affrontare due tematiche du particolare complessità, da un lato un esposto ai Probiviri proposto da un gruppo di soci dell’area Rubicone e dall’altro una ispezione da parte del Capogruppo ICCREA relativamente ad un programma du fidelizzazione dei Soci.

Il ricorso ai Probiviri nasce da lontano

Il Credito Cooperativo romagnolo nacque infatti dalla fusione dell’allora Banca di Cesena con la Banca di Gatteo. Entrambe le BCC convolarono a nozze nel Gennaio del 2016 dopo una intensa negoziazione che vide quali attori i due Presidenti dell’epoca, Valter Baraghini e Gabriele Galassi, i due Consigli di amministrazione e infine le due assemblee due Soci. Al tempo furono formalizzate tutta una serie di intese tra le due Banche che passarono il vaglio degli organi sociali ai due territori di riferimento delle Banche, e proprio a tal fine gli amministratori del tempo sottoscrissero, e portarono nelle rispettive assemblee dei Soci che approvarono, un “Gentleman agreemen” che regolava per i mandati sociali a venire la composizione del CDA, del Collegio Sindacale e l’alternanza ogni due mandati triennali di Presidenti e Vicepresidenti del CDA.

L’accordo fra gentiluomini fu rispettato nel primo rinnovo delle cariche sociali, così come fu rispettato in occasione delle sostituzioni degli amministratori dimissionari, mentre, inspiegabilmente, non è stato rispettato in occasione dell’ultimo rinnovo di circa due mesi orsono.

L’esposto ai Probiviri, che a rigor di statuto, dovranno decidere secondo equità e quindi non in punta di diritto, lamenta il comportamento non corretto degli attuali consiglieri poiché di fatto, almeno quelli rinnovati, hanno proposto una lista di consiglieri e sindaci in aperta contraddizione con gli impegni presi; tale situazione diventa poi perlomeno paradossale per quei consiglieri che da un lato firmarono il “Gentleman Agreemen” nel 2015 e oggi, senza motivazione, non hanno rispettato gli impegni da loro stessi presi, sottoscritti e portati ai Soci in occasione della fusione.

Il Consiglio neo eletto potrà poi essere chiamato a prendere importanti decisioni qualora venissero confermate le anticipazioni di stampa che ipotizzano irregolarità nelle gestione del programma di fidelizzazione dei Soci CCR Premiun rilevate a seguito di una ulteriore attività di controllo svolta dalla Capogruppo ICCREA. La Banca non ha fornito in merito nessuna notizia ufficiale, ma proprio in tale silenzio tra soci e dipendenti si intrecciano le voci più incontrollate. Proprio per tale ragione da più parti ci su auspica che la Banca possa e debba dare una adeguata informativa ai Soci se non altro per non alimentare con un ostinato silenzio stampa potenziali problemi reputazionali.

 

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