Lanciata da Cna-Fita la campagna #stopdumping per contrastare ed arrestare la concorrenza sleale nel campo del trasporto su gomma. I dati parlano chiaro: negli ultimi anni l’autotrasporto italiano ha perso importanti quote di mercato, soprattutto per colpa di una concorrenza con la quale è impensabile poter competere. A farne le spese sono state soprattutto le piccole e medie imprese artigiane dell’autotrasporto, che dal 2008 sono diminuite di 25.587 unità (fonte Movimprese – elaborazione dati CNA Fita).
Nella provincia di Forlì-Cesena, il calo è stato del 17,8% negli ultimi dieci anni: si è passati dalle 1.653 aziende del 2010, alle 1.359 attuali. Un dato che pesa, in modo particolare, sull’economia cesenate, storicamente molto connotata dalla logistica.
Le imprese di autotrasporto italiane, che fino al 2008 avevano un ruolo importantissimo in Europa, in quasi dieci anni hanno visto perdere competitività e capacità di aggredire il mercato del trasporto internazionale, assistendo, anno dopo anno, ad una vera e propria invasione. Altri operatori stanno occupando importanti spazi nel mercato nazionale attraverso forme di cabotaggio non sempre regolare e spesso effettuato dalle cosiddette imprese “estero vestite”, ossia imprese italiane che hanno de-localizzato la propria attività nei nuovi paesi emergenti dell’est. “Non intervenire – sottolinea Daniele Battistini, presidente di Cna-Fita Forlì-Cesena – vuol dire mettere l’autotrasporto italiano nelle mani di altri. Non possiamo competere con chi in nome della libera circolazione delle merci, esegue trasporti con un costo del lavoro di otto euro all’ora, con costi di gestione generalmente più bassi e una tassazione favorevole. Senza dimenticarci delle conseguenze, in termini di sicurezza, legate a questa liberalizzazione selvaggia”.
p.p.
