“CARLO BATTISTINI. L’UOMO SBAGLIATO PER LA PRESIDENZA DELLA CAMERA DI COMMERCIO DELLA ROMAGNA”. E’ Davide Fabbri, il cesenate blogger indipendente a scriverlo sui social. E Fabbri non le manda a dire e fa un’analisi dettagliata del personaggio evidenziato una grave macchia nella sua carriera politica. Una macchia indelebile che se qualcuno o tanti si fossero dimenticati, Fabbri, ci torna sopra. Fu proprio un’inchiesta del blogger cesenate a scoperchiare un “malaffare” della famiglia Battistini quando questi era vicesindaco di Cesena. Promise a Fabbri di denunciarlo, ma non lo fece, perché nell’inchiesta c’erano solo delle verità, documentate.
Carlo Battistini, democristiano e consulente aziendale, è indissolubilmente legato all’avvocato Roberto Pinza. Carlo Battistini e’ l’emblema dell’eredita’ tossica della DC, è stato per 10 anni vicesindaco PD di Cesena dal 2009 al 2019 nella Giunta di Paolo Lucchi, è stato dal 2006 al 2008 capo della segreteria dell’ex vice ministro democristiano del PD Roberto Pinza. E’ stato per 8 anni direttore generale della Confcommercio di Cesena, dal 1996 al 2004. La stessa Confcommercio ora è la principale associazione di categoria che si oppone con forza – acquistando da più di un mese spazi di informazione a pagamento sui quotidiani locali – all’elezione di Carlo Battistini alla nuova presidenza della Camera di Commercio, industria, agricoltura e artigianato per le province di Forlì-Cesena e Rimini. Chiedetevi il perché. Scrive oggi, 25 Aprile Davide Fabbri. E ancora:
“Confcommercio di Forlì e Cesena ha chiesto recentemente al presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini il commissariamento dell’ente camerale, poiché sarebbero stati violati gli accordi sottoscritti con le associazioni artigianali, con quelle della cooperazione e con Confesercenti, accordi che prevedevano che la Presidenza dovesse essere assegnata a un rappresentante della piccola e media impresa.
Basterebbe ora rileggere con attenzione la mia inchiesta pubblicata in data 2 giugno 2017 per chiedere pubblicamente a Carlo Battistini di ritirare la propria disponibilità a candidarsi alla presidenza dell’ente camerale. Noi pensiamo di essere scafati: Battistini è stato indicato dall’area partitica del PD che fa riferimento all’influente e potente avvocato Roberto Pinza, classe 1941, ex presidente del cda della Cassa di Risparmio di Forlì. Pinza ha grandi capacità di nascondimento della propria influenza e del proprio potere. Formalmente la candidatura di Battistini è stata proposta da Stefano Bernacci di Confartigianato, condivisa da associazioni di artigiani e da Confesercenti.
Poi Fabbri rispolvera la sua inchiesta.
Ripubblico qui in fondo la mia inchiesta del giugno del 2017. Nella marea di notizie che grondano da tanti canali informativi (infodemia viene chiamata), questa mia inchiesta del 2017 volta a far dimettere Carlo Battistini da vicesindaco del Comune di Cesena, non risulta usurata. Ovviamente lui rimase al suo posto di potere. Difeso dall’allora sindaco Paolo Lucchi e dal PD in Consiglio comunale a Cesena.
RICHIESTE DI DIMISSIONI
di Davide Fabbri del 2 giugno 2017.
Ho capito da tempo che “tocca a me” raccontare queste scomode storie.
Breve ma necessaria premessa: viviamo in un Paese senza alcun senso del limite, dominato spesso e volentieri da furbi e opportunisti. Un’opinione pubblica cittadina ben informata – per parafrasare Joseph Pulitzer – è necessaria e indispensabile. Nel solo interesse dei cittadini, occorre fare luce attraverso inchieste rigorose come queste sui comportamenti bizzarri e discutibili di chi gestisce il potere. Pertanto io a Cesena continuo a mettere il naso dove il potere politico non vorrebbe.
L’inchiesta odierna verte su uno dei personaggi politici più potenti della città: il democristiano vicesindaco e assessore Carlo Battistini del PD.
Dalla lettura di questa inchiesta mi pare che inevitabilmente l’unica via d’uscita siano le dimissioni immediate dalle cariche istituzionali nella Giunta di Cesena.
Carlo Battistini è l’emblema dell’eredità tossica della DC, è una nuova declinazione della crisi della democrazia, dell’arroganza del potere, del preteso senso di impunità. L’inchiesta odierna è la rappresentazione di una etica smarrita, di un’avidità imbarazzante, di giochetti e furbizie senza ritegno nel labirinto dei privilegi dei potenti.
Carlo Battistini è collaboratore e braccio destro del potente democristiano Roberto Pinza, avvocato, ex senatore, ex viceministro a Economia e Finanza nel governo Prodi, attualmente presidente della Fondazione Cassa Risparmio di Forlì. Carlo Battistini è stato a capo della segreteria di Roberto Pinza ai tempi del governo Prodi.
Anna Grazia Giannini, la moglie di Carlo Battistini, è stata amministratore delegato del gruppo Pactum, gruppo cooperativo formato da il Cigno, Team Service e Project Work Italia. Queste tre cooperative hanno avuto e hanno tuttora appalti pubblici nei servizi socio sanitari assistenziali in varie parti d’Italia, oltre che a Cesena.
Questi sono i fatti eloquenti della presente inchiesta.
Carlo Battistini e la moglie Anna Grazia Giannini sono sposati da 25 anni. Vivono insieme a Cesena e hanno due belle case: una a Cesena e una a Cesenatico. Probabilmente per non pagare le tasse sulla seconda casa, Carlo Battistini risulta residente a Cesena e la moglie Anna Grazia Giannini risulta residente a Cesenatico. In realtà entrambi vivono insieme nella casa di Madonna delle Rose di Cesena, mentre la seconda casa di Cesenatico viene utilizzata come dimora estiva per entrambi.
Per uno che si reca alla messa tutte le domeniche mattina, per un democristiano come Carlo Battistini dovrebbe esserci l’obbligo etico della coabitazione, un dovere imposto dal diritto di famiglia, un obbligo reciproco: esso è volto a valorizzare l’unità familiare intesa come progetto comune di vita. Al contrario, per lo Stato italiano Carlo Battistini risiede in una casa, la moglie in un’altra casa.
Il giochetto-trucchetto messo in campo è facile da svelare. In Italia la seconda casa è una spesa fiscale in più. La residenza della famiglia assume importanza ai fini delle tasse. I nostri due coniugi molto potenti in città vivono insieme ma hanno residenze diverse, in due Comuni distinti. IMU e TASI – ad esempio – non vengono versate per seconda casa, poiché entrambe le case sono riconosciute come abitazione principale. I due continuano a vivere insieme, non pagano tutte le tasse previste per la seconda casa, e per lo Stato italiano una cosa del genere si chiama elusione fiscale ai danni dell’erario pubblico.
Con questi fatti eloquenti, l’assessore e vicesindaco di Cesena si rivela inaffidabile nella gestione della cosa pubblica (è assessore al Bilancio e all’Equità!): un assessore al bilancio che non paga regolarmente tutte le tasse sulla seconda casa si deve immediatamente dimettere.
I suoi comportamenti che oggi ho narrato sono una sfida aperta ai princìpi cardine della legalità, del rispetto delle regole; e per un assessore al bilancio dovrebbe essere ancora più marcato il rispetto delle regole.
“Gli uomini politici non devono soltanto essere onesti, ma lo devono anche apparire” (Paolo Borsellino).
Per tutte queste ragioni, invierò domani mattina una lettera formale al sindaco di Cesena Paolo Lucchi e all’assessore Carlo Battistini per chiedere le dimissioni dell’assessore al Bilancio del Comune di Cesena.
Cesena, 2 giugno 2017
Davide Fabbri, blogger indipendente
Telefono e Whatsapp 333.1296915
Mail: davidefabbriblogger@gmail.com
