Tre cosine, tanto per iniziare. La prima: pare che, subito dopo il gol segnato dal redivivo Kupisz al Picco, Antonio Conte abbia chiamato Abramovich urlando più o meno queste parole: ‘Se non mi comprate immediatamente questo polacco fortissimo del Cesena, la prossima settimana firmo col Paris Saint Germain!’. La seconda: l’ultima volta che il Cesena aveva vinto una gara in trasferta, al governo, c’era ancora Berlusconi. Un segno del destino in vista delle imminenti elezioni? Terza cosa, forse la più importante: ma il famigerato signor Pezzuto di Lecce questa volta non ha rotto i maroni al Cesena ‘solo’ perché aveva paura di prendere le botte dal suo ‘amicone’ Foschi?
SOLO LE BRICIOLE – Torniamo seri. Visto? Sa ancora vincere il ‘povero’ Cesena. Lo ha capito (anche) l’inossidabile Castori. Un Castori che, dopo aver fallito clamorosamente (almeno) tre formazioni di fila, a La Spezia ha messo in campo (finalmente) gli uomini giusti al posto giusto. Dando soprattutto spazio dal 1’ a Jallow (per lui 11° gol stagionale: uno come il ‘giallo’ deve giocare sempre e comunque!). Per chi aveva ancora dei dubbi, dunque, questa umida trasferta in terra ligure ha confermato quanto noi stiamo affermando da almeno due mesi: se questo Cavalluccio scende in campo per difendersi ad oltranza ne perde 9 su 10, se invece si getta nella mischia senza fare le barricate può vincere contro chiunque. Anche contro le big. Anche contro questo Spezia che in casa finora, agli avversari, aveva concesso le briciole. O poco più. In questa B sempre più scarsa, conta l’atteggiamento. E’ l’atteggiamento che fa la differenza. O no?
FLEBO DI FIDUCIA – Quintultimo posto a pari punti col Novara (che però ha giocato una partita in più), a due lunghezze dal Brescia (che però ha giocato una gara in meno): fa sempre paura la classifica bianconera. E ci mancherebbe altro! Ma questa flebo di fiducia raccolta al Picco, signori, ha rivitalizzato (almeno parzialmente) un ambiente smaronato che aveva perso smalto, lucidità, gioco, attributi e voglia di lottare. Resta in salita la strada che porta alla salvezza. Ma adesso, l’orizzonte del Cavalluccio, non è più nero come la pece. E non solo perché, dietro l’angolo, ci sono ben due partite casalinghe. Si parte martedì con il recupero con la (riposatissima) Pro Vercelli. Poi fra una settimana esatta, sempre al Manuzzi, sbarcherà il Carpi. Se questo dittico dovesse fruttare 4 mattoncini, sarebbe davvero tanta roba. Ma io firmerei ora per tre punti. Così, a scatola chiusa. Voi no? Non vi sarete mica montati la testa per un ‘semplice’ 1-2?
IO VOTO IL GIALLO – Per concludere tre domande facili facili. La prima: ma quello visto a La Spezia era il ‘vero’ Kupisz oppure il suo cugino bravo e per giunta dopato? La seconda: ma il povero Esposito, a forza di prendere delle randellate e delle pallonate in faccia, ci arriverà vivo a maggio? La terza, forse la più importante: come andranno a finire queste benedette elezioni? Non lo so. Io, in tutti i casi, voto Jallow. Sempre e comunque. E tra Renzi e Suagher? Suvvia, scelgo il secondo. Ma solo perché…questa volta Ligi non si è candidato. Buona domenica. E buon voto. A tutti.
Flavio Bertozzi
SPEZIA-CESENA 1-2
SPEZIA: Di Gennaro; De Col (32′ st Forte), Terzi, Giani, Lopez; Pessina, Bolzoni (31′ st Ammari), Mora (11′ st De Francesco); Mastinu; Marilungo, Granoche. A disp: Bassi, Manfredini, Capelli, Ceccaroni, Augello, Masi, Juande, Maggiore, Mulattieri. All:Gallo.
CESENA: Fulignati; Donkor, Suagher, Esposito, Perticone; Kupisz, Schiavone (38′ st Ndiaye), Di Noia, Vita, Dalmonte (32′ Fazzi); Jallow (39′ st Moncini). A disp: Agliardi, Eguelfi, Chiricò, Cacia, Kupsiz, Melgrati, Emmanuello, Laribi. All: Castori
ARBITRO: Pezzuto di Lecce
RETI: 21′ pt Kupisz (C), 40′ pt Marilungo (S), 26′ st Jallow (C)




















