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Cesena, sarebbe bastato davvero ‘poco’ per vincere il campionato…

Rimpianti. Ancora rimpianti. E considerazioni (anche) sulla guida tecnica di questo Cavalluccio che, in questa stagione, ha (già) perso una ghiottissima occasione…

Sarebbe bastato davvero ‘poco’ per vincere questo (mediocre) Girone B della Serie C. Magari un attaccante diverso dalla nebulosa Ferrante. Magari un esterno di fascia sinistro diverso dal bolso Calderoni. Magari un portiere (un portiere normale, mica il nuovo Buffon) in grado di parare. Soprattutto un portiere in grado di parare. O magari, chennesò, per vincere sarebbe bastato ‘semplicemente’ un altro allenatore. Sì, un altro allenatore. Oh, attenzione: con questo non voglio mica dire che Mimmo Toscano non sia un buon allenatore. Tutt’altro. Mister Toscano, per la Terza Serie, resta un signor condottiero. Un trainer scafato che, dopo le tre promozioni in Serie B già raccolte in passato, quest’anno in riva al Savio potrebbe – chissà – anche fare il poker. Però ripeto: ho la netta sensazione che, con in panca un trainer meno aziendalista e meno ‘influenzabile’ dal Potere Americano – chennesò: un Pierpaolo Bisoli (a proposito: il suo Sudtirol fa proprio sul serio…) o un Fabrizio Castori (che rimonta il suo Grifo!) – questo  Cesena, ora sarebbe lassù in vetta. Bello beato. Con la promozione già in tasca. O quasi. E a chi mi vomita addosso la solita frase ‘Caro Bertozzi, sei soltanto un disco rotto: gira che ti rigira tiri sempre fuori Quei Due Là…’ io replico sempre con la solita risposta ‘Con Bisoli e Castori, in porta, avrebbe giocato sin da subito Minelli. Non sarebbe andato in scena quel vergognoso harakiri portieri al gusto di nepotismo. Ed ora, il Cesena, avrebbe in cascina almeno 8-9 punti in più. Forse 10-11…’. Alla faccia di chi continua a dire che questa (costosissima) rosa non sia di valore. Frottole. E comunque, nel calcio come nella vita, con i ‘se’ e con i ‘ma’ non si va da nessuna parte. Quindi, buttate definitivamente nel cesso la residue possibilità di giocarsi sino alla fine la promozione diretta, e fattasi  maledettamente in salita anche la strada che porta al 2° posto, meglio concentrarsi sin da ora sui play-off. Play-off che il Cesena proverà a vincere, di riffa o di raffa. Nonostante le sue gravissime lacune – tecniche, psicologiche e forse pure atletiche – che si sono palesate anche ieri nello scialbo pareggino interno maturato con la Lucchese. Un pareggino (l’ennesimo di questa lunga e tribolata stagionale) al gusto di rimpianto. Di frustrazione. Di strafalcioni dentro al campo (in ogni reparto). Di scelte sbagliate fuori dal rettangolo di gioco (caro mister, ma come si fa a dare ancora fiducia al tristissimo Ferrante e a non regalare nemmeno un minuto di gioco allo scalpitante Cristian Shpendi?). Di letame. Tanto letame.

Flavio Bertozzi

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