“Abbiamo valutato che il COVID-19 può essere caratterizzato come una situazione pandemica”. Lo ha annunciato il capo dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus nel briefing da Ginevra sull’epidemia di coronavirus. “L’Oms ha valutato questa epidemia giorno dopo giorno e siamo profondamente preoccupati sia dai livelli allarmanti di diffusione e gravità, sia dai livelli allarmanti di inazione“.
“Nei giorni e nelle settimane a venire prevediamo un aumento del numero di casi, del numero di morti e del numero di Paesi colpiti”, ha detto ancora il direttore generale dell’Oms.
“Siamo incoraggiati dalle misure aggressive adottate dall’Italia, speriamo che abbiano effetti nei prossimi giorni”, aveva detto Ghebreyesus nel briefing da Ginevra sull’epidemia di coronavirus.
“Abbiamo stanziato una somma straordinaria 25 miliardi da non utilizzare subito ma sicuramente da poter utilizzare per far fronte a tutte le difficoltà di quest’emergenza“, ha annunciato il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa al termine del Cdm. “Sono lieti del clima che si sta definendo a livello europeo”, ha aggiunto. Il premier, riguardo alla ulteriore stretta che la Lombardia ha fatto sapere di voler chiedere al governo, Conte ha evidenziato: “Siamo in attesa delle richieste. Non c’è nessuna chiusura verso misure più restrittive”.
MORTO IL PRESIDENTE DELL’ORDINE DEI MEDICI DI VARESE – Il presidente dell’Ordine dei medici della Provincia di Varese e medico di base a Busto Arisizio (Varese) Roberto Stella, 67 anni, è morto la notte scorsa all’ospedale di Como, dove era ricoverato per insufficienza respiratoria dopo aver contratto il Coronavirus. La notizia è stata confermata dal sindaco di Busto Arsizio, Emanuele Antonelli.
ULTERIORE STRETTA IN LOMBARDIA? – Si dibatte sulla possibilità di accogliere la richiesta di una ulteriore stretta in Lombardia. La richiesta della Lombardia di “chiudere tutto” per contenere il più possibile il contagio da coronavirus “ha senso, la pressione sul servizio sanitario regionale lombardo è spasmodica”. Ma la misura “che potrebbe essere proporzionata per la Lombardia”, visto che “è per l’Italia quello che Wuhan era per l’Hubei”, “non lo è per il resto del Paese, in particolar modo per le regioni centromeridionali dove questa situazione ancora non c’è”, dice Walter Ricciardi, consulente del ministero della Salute, parlando su Radio Capital.
Le associazioni territoriali di Confindustria Lombardia “stanno lavorando sin dal primo giorno dell’emergenza, anche attraverso l’istituzione di task-force dedicate, e sono disponibili a mettere in campo un codice di autoregolamentazione in linea con le prescrizioni sanitarie più ferree e autoimporsi una sospensione in caso di impossibilità a soddisfare i requisiti di sicurezza richiesti dall’emergenza“, ha spiegato in una nota diffusa a seguito della seduta straordinaria del Comitato di Presidenza. E anche il Piemonte è pronto a chiudere per l’emergenza Coronavirus. “Se il governo deciderà che la Lombardia farà questo passo – ha detto il governatore Alberto Cirio ai microfoni di Radio 24 – credo che anche il Piemonte dovrà in qualche modo essere compreso”. “Se le parole del presidente Fontana – ha precisato – vanno nella direzione di chiudere tutto, credo che a questa riflessione vada prestata grandissima attenzione. E’ per questo che l’ho sottoposta all’unità crisi e al comitato scientifico regionale, per avere già oggi un parere da trasmettere al governo.
“Il modello zona rossa ha funzionato. Quel che è certo è che il trend dei contagi da qualche giorno è negativo e speriamo vada avanti così. Questo non vuol dire, però, che l’emergenza sia finita”, così Francesco Passerini, il sindaco di Codogno, uno dei 10 comuni del Lodigiano che per due settimane sono stati isolati con il divieto di ingresso e uscita dall’area. Passerini è stato prudente e all’ANSA ha detto che “è da prendere con le pinze” il dato per cui ieri a Codogno non si sono registrati nuovi casi “perché bisogna vedere l’andamento dei prossimi giorni”.
PIU’ CONTROLLI AL BRENNERO – In mattinata intanto sono arrivati controlli più stretti al Brennero, come annunciato ieri dal cancellieri austriaco Sebastian Kurz. I controlli sanitari, ieri ancora a campione, diventano serrati. Potranno lasciare l’Italia solo automobilisti in possesso di un certificato medico che poi dovranno stare in auto-isolamento per due settimane. I tir potranno, per il momento, invece transitare dopo la misurazione della temperatura corporea del camionista. Il confine con l’Italia resta aperto al traffico merci e ai frontalieri. Camionisti e lavoratori saranno sottoposti al termoscan. Lo prevedono i decreti, firmati la scorsa notte a Vienna, come
